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CALCIO: LA SERIE B

Bari e multiproprietà, secondo round di un «match» delicato. Decisa sede del ritiro: a Roccaraso

Bari e  multiproprietà, secondo round di un «match» delicato

Aurelio e Luigi De Laurentiis

Ultimo step del procedimento federale per il club biancorosso. In campo anche Aurelio e Luigi De Laurentiis

15 Giugno 2022

Davide Lattanzi

BARI - Sotto con il secondo round. La battaglia di Bari e Napoli contro la «stretta» sulle multiproprietà vivrà oggi una fase fondamentale. Dopo il rigetto da parte del tribunale federale (lo scorso 4 maggio) del ricorso proposto da Aurelio e Luigi De Laurentiis (in qualità di presidenti rispettivamente di Napoli e Bari) contro la pronuncia della Figc del 30 settembre 2021 (con cui si pone al 30 giugno 2024 lo stop perentorio alla fattispecie della multiproprietà nel calcio professionistico), la procedura legale giunge al secondo grado della giustizia sportiva. A Roma, la Corte d’Appello federale si riunirà in udienza per discutere l’esposto della Filmauro ed entro il pomeriggio emetterà la sua sentenza. Sarà l’ultimo step del procedimento in ambito federale.

I punti del ricorso

La vertenza curata dallo studio del legale Mattia Grassani (massimo esperto italiano di diritto sportivo, nonché avvocato di riferimento della famiglia De Laurentiis) riprenderà alcuni degli aspetti focali già evidenziati in primo grado. A cominciare dal principio dell’«affidamento incolpevole»: nel luglio 2018, quando Filmauro rilevò la seconda società (ovvero, il Bari) l’unico limite alla multiproprietà era il non poter frequentare la stessa categoria. Su questo piano, la norma è stata modificata in corsa con conseguente pregiudizio per gli investitori, nonché per il club biancorosso che (essendo stato acquistato per secondo) perderebbe l’affiliazione federale qualora non si perfezionasse nei termini un passaggio di proprietà. Allo stesso modo, il limite temporale così vicino nuocerebbe ai principi di libera concorrenza poiché potrebbe modificare le strategie di una società chiamata a prendere decisioni radicali in tempi relativamente brevi e con una posizione contrattuale chiaramente sfavorevole. L’obiettivo è quantomeno il ripristino della situazione esistente fino al settembre 2021: ovvero la possibilità di mantenere le due squadre in capo ad uno stesso soggetto (la Filmauro) purchè non militino nello stesso torneo. Un orientamento, peraltro, già sancito dalla stessa Figc nel maggio 2021, quando, ponendo lo stop definitivo alle multiproprietà, aveva escluso le situazioni preesistenti. Nel dibattimento, saranno particolarmente attesi gli interventi proprio di Aurelio e Luigi De Laurentiis che, come già avvenuto in primo grado, sono intenzionati e prendere parola personalmente. I giudici del tribunale federale ascoltarono con attenzione il discorso dei due presidenti, salvo poi rimarcare i fondamenti (la sicurezza nelle competizioni, la specificità dell’azienda calcio) che portano all’orientamento di cancellare l’istituto della multiproprietà, peraltro escluso dallo statuto federale. La strada, quindi, sembra sbarrata? L’entourage azzurro e biancorosso è consapevole che il percorso sia in salita, ma altrettanto convinto di possedere argomenti validi ed inconfutabili.

Le (eventuali) tappe successive

La sentenza della Corte d’Appello Federale oggi annuncerà soltanto il verdetto: di accoglimento, di parziale accoglimento o di rigetto. Le motivazioni saranno depositate soltanto entro i dieci giorni successivi. In caso di esito negativo dell’azione, non ci sarà esitazione nel ricorrere al terzo ed ultimo grado della giustizia sportiva: il Collegio di Garanzia del Coni. Un organo «terzo» che, quindi, esulerà dall’ambito federale. I tempi non saranno brevissimi: l’eventuale esposto potrà essere depositato entro trenta giorni dalla ricezione delle motivazioni di secondo grado. L’obiettivo sarebbe arrivare alla conclusione della fase sportiva del procedimento entro l’estate, ma i tempi potrebbero allungarsi. Ad ogni modo, se non arrivassero i risultati sperati, si batterà la strada della giustizia ordinaria composta, nell’ordine, da Tar e Consiglio di Stato, arrivando persino alla Corte Europea di Lussemburgo. Il percorso, quindi, è lungo, né si potranno affidare le strategie aziendali esclusivamente al suo esito.
La prossima stagione di B sarà decisiva: se al Bari riuscisse l’impresa del balzo in A, forse sarebbe più semplice trovare una soluzione ottimale. È vero che a quel punto i tempi per decidere si ridurrebbero ulteriormente (non potrebbero essere iscritte allo stesso torneo due squadre dello stesso proprietario), ma è altrettanto incontestabile che in vetrina finirebbe una società in procinto di incamerare oltre 35 milioni di diritti tv, senza dimenticare un immaginabile e immenso patrimonio di entusiasmo. Un anno da ora sembra il termine più realistico per individuare una direzione chiara. Nel frattempo, c’è una B da vivere al meglio possibile.

IL RITIRO

Intanto già si pensa al ritiro. La stagione del Bari inizierà con il ritiro precampionato che si svolgerà dal 7 luglio in Abruzzo, a Roccaraso. Il gruppo biancorosso, con il tecnico Michele Mignani e il ds Ciro Polito, si ritroverà per il raduno il 4 luglio a Bari dove sono previste visite mediche e test atletici. Il 7 è previsto il trasferimento per la preparazione. Il club del presidente Luigi De Laurentiis soggiornerà nell’Alto Sangro fino al 23 luglio e svolgerà le sedute di allenamento sul manto erboso del centro sportivo comunale. Attese novità sul mercato: il ds Polito è sulle tracce del giovane difensore del Milano Marco Bosisio e dell’attaccante Antonino La Gumina della Samp. 

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