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In Puglia e Basilicata

IL PERSONAGGIO

De Nicolo, un ds bracconiere che fa volare il Sud

De Nicolo, un ds bracconiere che fa volare il Sud

Ninni De Nicolo, diesse a Vibo Valentia

Terlizzese, direttore sportivo di razza ora con Vibo retrocessa: «Programmiamo la risalata in Superlega, dove Castellana può arrivarci nel 2023»

25 Maggio 2022

Gianluigi De Vito

Passa per essere un bracconiere di talenti sparsi nelle periferie della pallavolo di mezzo mondo. E ad ogni giocatore o allenatore fa la visura catastale dell’anima e delle intenzioni, pur di assicurarsi che la motivazione sia quella giusta. Ninni De Nicolo, 41 anni, terlizzese, è tra i direttori sportivi tra più attivi. S’è costruito da sè da quando ha abbracciato la pallavolo nel 1998. Ma la scalata è tutta made in Molfetta in otto stagione: due serie B1; due serie A2 e quattro serie A2. Da cinque stagioni, dopo una parentesi a Trento, è a Vibo Valentia, alla corte della premiata ditta dei Callipo. Annata di Superluga grandiosa, il 2020-2021: quinto posto e una semifinale scudetto sfiorato. Il 2022 è da cancellare: retrocessione in A2.

De Nicolo, gira voce che Vibo acquisterebbe il titolo di una rinunciataria neo promossa. fantasie?

«L’ho appreso dai giornali. Stiamo allestendo una squadra in vista del campionato di A2 con l’obiettivo di fare bene e regalare belle soddisfazioni al nostro pubblico»

Visto da Sud, che Superlega sarà con una sola meridionale, Taranto?

«Il livello si è alzato ancora una volta verso l’alto, molti club si sono rinforzati anche quelli di media bassa classifica. Per la salvezza saranno determinanti gli scontri diretti».

L’A2 di Castellana  e Lagonegro e l’A3 di Bari? 

«Castellana in serie A2 sarà uno dei club che proverà a lottare per il vertice, Lagonegro proverà sicuramente a bissare l’accesso ai playoff di quest’anno».

Quali sono i risultati dei quali va fiero? 

«Sicuramente i tanti giocatori scovati e portati in Serie A nelle mie varie esperienze. Torres, Spirito, Candellaro, Hierrezuelo, Hernandez, Joao Rafael, Polo, Vitelli, Defalco, Chinenyeze, Rossard, Flavio, Nishida. Sono solo alcuni. Ma sono orgoglioso anche del fatto che ho sfiorato due semifinali playoff con squadre al sud come Molfetta e Vibo».

Mondiali alle porte. L’Italia di De Giorgi ha innestato vecchi saggi, tipo zar Zaytsev, al fianco della nidiata dei baby terribili, Michieletto in testa. Qual è il suo giudizio?

«Penso che la Nazionale abbia in questo momento un buona base di giovani che sono un ottimo ricambio generazionale, la vittoria dell’ultimo europeo lo dimostra. Ritengo l’operato di De Giorgi molto positivo. È un allenatore che fa del lavoro in palestra e del clima armonioso un suo punto di forza».

Pur operando ormai fuori regione, qual è la sua opinione sul movimento pallavolistico pugliese?

«Il movimento pallavolistico pugliese è in ottima salute e posso garantire che è tra i piu floridi in Italia. Siamo una regione in cui la pallavolo è molto radicata e soprattutto praticata, una regione dove ci sono molte società che operano bene a livello giovanile sia al maschile che al femminile».

Che cosa significa fare il ds a Sud?

«Faticoso, ma affascinante. Penso di essere rimasto quel ragazzo malato di pallavolo e di non aver perso l’umiltà di quando ho iniziato. Continuo a metterci sempre tutto me stesso per il mio lavoro».

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