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In Puglia e Basilicata

LA CAVALCATA GIALLOROSSA

Baroni è il secondo tecnico che porta in A il Lecce da primatista

Baroni è il secondo tecnico che porta in A il Lecce da primatista

Il «manifesto» del Lecce neo promosso in A

La seconda squadra per numero di stranieri (14) e il secondo capocannoniere di fila Coda nel segno di «Pablito»

07 Maggio 2022

Redazione online (foto Anza e Lezzi)

LECCE - Quella conquistata oggi al «Via del Mare» è la decima serie A della storia del Lecce. La prima fu arpionata dalla squadra guidata da Eugenio Fascetti dopo il secondo posto nel campionato Cadetto, a 50 punti, per la peggior differenza reti dal Pisa allora primatista. Allora come oggi, la serie B è a 20 squadre. Ma il trend agonistico firmato dalla squadra di Marco Baroni è maggiore, come dicono i 71 punti che valgono il ritorno nel top calcistico del club pugliese all'ultima giornata della seconda categoria professionistica. La prossima sarà la diciassettesima partecipazione del Lecce in A.

Baroni è il decimo allenatore che regala al Lecce il salto in A, dove il club salentino, al 114° anno di vita, ha tenuto la sua fascia di resistenza più alta in tre stagioni consecutive, acuto temporale materializzatosi in tre momenti: 1988/1991, 1999/2002 e 2003/2006. La massima posizione conquistata in serie A è il nono posto dell'annata 88/89.

Baroni: prima volta in A da panchina «regina»

L'ultimo tecnico a portare il Lecce sulla vetta del calcio era stato Liverani nel 2019. Dopo di lui il 58enne fiorentino Marco Baroni, uno scudetto da giocatore nel 1990 nel Napoli di Maradona, che per la prima volta nella sua carriera di allenatore, archivia una stagione al primo posto sulla panchina di un sodalizio. La sua è la seconda promozione in A da mister, dopo quella conquistata nel 2017 col Benevento, attraverso la via secondaria dei playoff. E Baroni è il secondo tecnico che porta il Lecce in serie A facendo leva sul dominio finale della B, dopo la prima volta firmata da Luigi De Canio nell'annata 2009-2010. L'allenatore toscano è in scadenza di contratto, appare scontato (ma non certo al 100%) il suo rinnovo.

Come una multinazionale

Il Lecce che sale in serie A è la seconda squadra del torneo Cadetto per numero di stranieri: 14, dietro i 24 del Parma. Questi 14 rappresentano in totale 11 nazioni, di cui Brasile, Francia e Spagna sono rappresentati da due elementi ciascuno. A vestire la maglia della loro Nazionale, sinora, sono stati il difensore Simic con la Croazia Under 21, il centrocampista dell'Islanda maggiore Helgason, il centrocampista della Polonia Under 21 Listkowski, il portiere Gabriel con una presenza nel 2012 nel Brasile maggiore, il centrocampista della Svezia Under 21 Bjorkengren, l'incontrista della Danimarca Under 21 Hjulmand, il già Under 21 francese da centrocampista Blin e il già centrocampista della Slovenia maggiore Majer, autore stasera del gol-promozione contro il Pordenone.

La percentuale sull'intera rosa giallorossa di marca internazionale è pari al 53.8%. Di questa l'ala destra brasiliana Gabriel Strefezza costituisce il giocatore straniero per valore di mercato più alto con i suoi 5 milioni di euro. Davanti al giocatore di San Paolo da 13 gol in questa stagione di B vi sono solo l'ala destra del Parma Dennis Man (8 mln) e la punta del Pisa Lorenzo Lucca, che frutta 6.5 milioni di euro. Il giocatore brasiliano è il quarto della rosa giallorossa per numero di presenze (35), a precederlo è la punta Coda (37 presenze), il mediano Hjulmand (37) e il difensore-Fabio Lucioni. Il 34enne ternano, oltre ad essere il più vecchio del gruppo ed il suo capitano, è lo stacanovista del campo, marcando il cartellino in questa stagione 37 partite sulle 38 del calendario.

La prossima rosa virtuale con i giocatori da contratto

Il Lecce, per media di età in campo, è la nona più giovane del campionato Cadetto, col dato anagrafico di 26.2 su 20 squadre, di cui il record di gioventù appartiene al Crotone (retrocesso) pari a 24.4. Restando in tema di comparazione collettiva, il club giallorosso è il quinto della B per valore di mercato, pari a 32.90 milioni di euro, 25 in meno dell'«economia» del Parma che ha un valore globale di 57 milioni e mezzo di euro. Frutto delle pedine di mercato. Di questo sono legati da contratto pluriennale, dunque nella scacchiera di partenza della pre stagione della nuova A, questi calciatori: Bleve (scadenza 2023), Dermaku (2024), Tuia (2023), Simic (2024), Lucioni (2024), Monterisi (2024), Gallo (2024), Vera (2023), Calabresi (2024), Gendrey (2024), Hjulmand (2024), Blin (2025), Di Mariano (2024), Strefezza (2025), Listkowski (2025), Rodriguez (2024), Coda (2024). Diciassette giocatori sui 26 della rosa della B 21-22.

Un dominio in Cadetteria scandito per nove giornate

Il Lecce conquista la serie A dopo essere stata in testa per un totale di 9 giornate, tutte nel ritorno: nelle prime 3, alla 5^, all'8^, alla 15^ e nelle ultime tre (17^, 18^ e 19^). Ma nel ritorno nessuno è stato per più minuti del Lecce tra le prime due e virtualmente in A: 1349’ contro i 1040’ della Cremonese. Dietro questa promozione c'è il segno pesante di Massimo Coda. Il 34enne di Cava de' Tirreni, per la seconda stagione nella serie B, è capocannoniere. E' lui l'attaccante indiscusso della serie B con le sue 20 reti dell'annata, che fanno parte di bilancio oltre i 100 gol (attualmente 101) conquistati alla 34^ giornata, come il 19° «centenario» della storia dei bomber della serie Cadetta. Il giocatore del Lecce è il conquistatore dell'inedito Trofeo «Pablito» che, da questa B 21-22, va al suo capocannoniere. Il compianto campione toscano, nella stagione che portò la Lanerossi Vicenza al suo massimo storico (il secondo posto in serie A, fino alla Uefa), nel 1978, fece 24 gol, 4 in più di Coda, conquistandosi la convocazioni ai Mondiali argentini con l'Italia di Bearzot, quattro anni prima della favola di Spagna.

 

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