Giovedì 12 Febbraio 2026 | 21:22

Turismo, Decaro apre alle stagioni: «Bisogna andare oltre l’estate. Ora investimenti mirati»

Turismo, Decaro apre alle stagioni: «Bisogna andare oltre l’estate. Ora investimenti mirati»

 
maristella massari

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Turismo, Decaro apre alle stagioni: «Bisogna andare oltre l’estate. Ora investimenti mirati»

Il presidente della Regione ieri alla Bit di Milano: «Dati assolutamente positivi. Non partiamo da zero, anzi. Lecce e Bari continuano a registrare numeri importanti, ma crescono tutte le province»

Giovedì 12 Febbraio 2026, 09:57

C’è una Puglia che ha imparato a piacersi. E un’altra che deve ancora imparare a organizzarsi. È dentro questo equilibrio sottile tra entusiasmo e responsabilità che si muove la nuova stagione del turismo regionale. Il 2025 si chiude con numeri che consolidano un percorso: 22,6 milioni di presenze e 6,7 milioni di arrivi, con una crescita rispettivamente del 10% e del 13% sull’anno precedente. Ancora più significativa la performance dei mercati esteri: +23% e +25%.

Segnali di una regione che non è più una sorpresa, ma una destinazione strutturale nel panorama turistico nazionale e internazionale. Ma la sfida che attende il neopresidente Antonio Decaro, insediatosi da poche settimane alla guida della Regione, è più complessa dei numeri. Perché accanto ai punti di forza facilmente riconoscibili (l’identità, l’enogastronomia, il patrimonio diffuso dei borghi, la forza narrativa di una terra autentica) restano criticità che il sistema Puglia deve affrontare senza più rinvii: collegamenti ancora disomogenei, infrastrutture interne migliorabili, servizi non sempre all’altezza della crescita, professionalità da consolidare. La partita ora non è più soltanto promozionale. È organizzativa. È di sistema. Anche perché al fianco del presidente si insedia un nuovo assessore al Turismo, Graziamaria Starace, chiamata a tradurre i risultati in strategia duratura.

Presidente Decaro, i numeri parlano chiaro. È l’inizio di una nuova fase?

«Sono dati assolutamente positivi e dimostrano un percorso virtuoso costruito in questi anni. Non partiamo da zero, anzi. Mi permetto di ringraziare chi ha lavorato prima di me, il Dipartimento Turismo e Pugliapromozione che hanno fatto un lavoro importante. Oggi però dobbiamo consolidare.»

Cosa significa consolidare?

«Significa trasformare la crescita in struttura. Abbiamo 22,6 milioni di presenze e 6,7 milioni di arrivi nel 2025. Cresciamo del 10% e del 13% rispetto all’anno precedente. Ma soprattutto cresce la componente straniera, con un +23% e +25%. È un dato che ci dice che la Puglia è diventata attrattiva su scala internazionale.»

Non cresce solo il Salento.

«Esatto. Lecce e Bari continuano a registrare numeri importanti, ma crescono tutte le province. Crescono aree dell’entroterra che per anni sono rimaste ai margini dei grandi flussi. Questo è un segnale fondamentale: significa che il turismo può essere leva di riequilibrio territoriale.»

Anche la destagionalizzazione sembra dare segnali incoraggianti.

«I numeri assoluti dell’estate restano i più alti, ma la crescita percentuale più significativa si registra nei periodi di spalla, soprattutto in primavera. È lì che dobbiamo investire. Una Puglia che vive dodici mesi l’anno è una Puglia più stabile.»

Qual è la Puglia su cui vuole puntare nei prossimi anni?

«C’è una Puglia che non è ancora conosciuta da tanti viaggiatori. È la Puglia dei borghi, delle montagne, dei cammini, dell’entroterra. È la possibilità di rallentare, di staccare dalla frenesia quotidiana, di respirare aria pulita. È un’offerta che incrocia una domanda nuova.»

Quanto conta il lavoro di squadra tra assessorati e istituzioni?

«Conta moltissimo. Se vogliamo far conoscere questa Puglia dobbiamo migliorare i servizi, i collegamenti, l’organizzazione dell’accoglienza. Serve una sinergia tra Regione, enti locali, agenzie che erogano servizi. Non basta promuovere, bisogna rendere il sistema efficiente.»

Da dove arriva principalmente l’incoming?

«Germania e Stati Uniti sono mercati strategici. Le prossime fiere saranno in quei Paesi per intercettare operatori e buyer. In questa fiera abbiamo messo in relazione 62 operatori pugliesi con buyer nazionali e internazionali. I primi riscontri sono positivi.»

Quanto pesa il turismo sull’economia regionale?

«Oggi rappresenta il 13% del Pil. È una leva economica decisiva ma anche sociale. I dati dell’entroterra dimostrano che attraverso il turismo possiamo riequilibrare il territorio e creare opportunità nelle aree più fragili.»

La Puglia cresce. Ma ora deve diventare sistema. Perché l’attrattività, da sola, non basta più. Servono infrastrutture, servizi, formazione. E una regia politica capace di trasformare la bellezza in sviluppo duraturo.

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