Domenica 30 Novembre 2025 | 14:40

L’omaggio a Luigi Paglia voce antica e moderna

L’omaggio a Luigi Paglia voce antica e moderna

 
rossella palmieri

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rossella palmieri

L’omaggio a Luigi Paglia voce antica e moderna

Foggia ha ricordato il docente e poeta

Domenica 30 Novembre 2025, 11:30

Può essere una voce incessante, antica, archetipica e allo stesso tempo moderna e produttiva la cultura che si respira a Foggia grazie ai letterati che, attraversandola, l’hanno resa immortale nei propri scritti. Se ne è avuta una riprova nei giorni scorsi alla Fondazione Monti Uniti nel corso di un incontro organizzato di concerto con la Società “Dante Alighieri”.

Compianto protagonista è un intellettuale di alto profilo della Capitanata, Luigi Paglia, che ha saputo far dialogare l’informatica con la letteratura già venti anni fa, quando un connubio del genere non era ancora immaginabile. Lui, grande studioso della lirica del Novecento, Ungaretti e Luzi in testa, sapeva trovare nuovi linguaggi e inediti approcci, senza mai dimenticare la vocazione del territorio. Fu lui, infatti, a lanciare l’idea di un Parco Letterario della Daunia da costruire intorno alla figura di Ungaretti attraversando quegli spazi fisici e mentali di cui l’autore ha assorbito l’atmosfera al punto tale da convogliarla nella pagina. Ci proverà la Fondazione Monti Uniti a portare avanti il processo di una creazione non certo facile ma entusiasmante; così come la realizzazione di una gigantografia del poeta, anch’essa voluta dal compianto Paglia, che facesse bella mostra di sé nella via che ricorda l’autore delle “Prose daunie”.

Quanto al Parco, l’itinerario paesaggistico c’è già, e lo ha definito lo stesso Ungaretti quando, nel 1934, dedicò alla Daunia otto splendide ‘prose poetiche’, tenute insieme da un filo rosso che va dalle chiese alle fontane della nostra città. Illuminante l’associazione di un “Sahara diventato Tivoli” – che peraltro in questo grave momento di emergenza idrica suona come involontaria e triste ironia – e l’accecante immagine “sole-belva” della Capitanata che si specchia nelle fontane, nella “notte” in cui “le pecore saranno a muovere le ombre”. Luigi Paglia aveva acutamente commentato la guerra degli opposti delle “Prose”, l'arido e l'umido della nostra terra, ma soprattutto il sole “furente” e l'oscurità, nel nome di una dialettica che si dilata fino a investire la dimensione totalizzante della vita e della morte. C’è quanto basta, insomma, per costruire un itinerario che tocca anche Lucera, Manfredonia e il Gargano “che ha l’età di Matusalemme” con la sua magica tavolozza dei colori. Nessuno, più di Ungaretti, poteva dirlo meglio. Ai foggiani il compito di realizzare, con un Parco, questa straordinaria partitura.

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