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In Puglia e Basilicata

IL CASO

Che sogno aprire un museo al Sud

Che sogno aprire un museo al Sud

Gli archi del palazzo della torre Capone che dovrebbero ospitare il TAM

Da foresta selvatica a luogo di impresa giovanile, creativa e culturale che spopola sul web, ma il TAM a Matera non ha mai aperto

28 Agosto 2022

Maria Teresa Cascino

Da foresta selvatica a luogo di impresa giovanile, creativa e culturale che spopola sul web con il progetto @volevosoloaprireunmuseo e racconta del mai aperto TAM, Tower Art Museum, ospitato dal 2018 come un fantasma nella Torre del Capone, bastione della cerchia muraria che si erge nel cuore dei Sassi di Matera, ultima testimonianza difensiva della città. Costeggiarla significa fare un viaggio dal Medioevo ai giorni nostri, passando per abbandoni e lucchetti sfondati, sogni e progetti culturali conditi da insensatezze burocratiche, coraggio imprenditoriale e da una sana dose di ironia e spirito di sopravvivenza. Il Museo che ancora non esiste, dal 2018, avrebbe potuto essere un BB per accogliere turisti ordinari, invece vuole essere un punto di incontro tra artisti, performer, designer, grafici, musicisti, innovatori e cittadini permanenti e temporanei e centro di produzione di arte contemporanea.

Il TAM è un vivaio di sogni di un gruppo di trentenni generosi espatriati e ritornati, finanziati privatamente e garantiti da Banche e da una rete importante di attori del sistema culturale. Rappresenta il ribaltamento di MAT, cioè il capovolgimento della concezione della città, per andare oltre la retorica della vergogna e di un passato che appartiene solo come habitus alle nuove generazioni. Gli intervalli di vergogna a volta tornano, e il tempo, si sa, non è una variabile indipendente, allora, ammirando le sue mura e pensando alla sua vita virtuale, ci si chiede quando la Torre del Capone verrà espugnata dalla giungla burocratica per far vincere l’impresa culturale.

Pur non avendo una vita reale ricca di mostre, collezioni, performance e ibridazioni culturali, su YouTube e Instagram i canali di @volevosoloaprireunmuseo rappresentano già una piccola opera d’arte di comunicazione digitale, compreso il sito web scritto a mano in cui raccontano con ironia e sagacia le vicissitudini e le difficoltà di aprire un museo al Sud. Dal Medioevo ad oggi, guardando la torre, resta da chiedersi se c’è ancora spazio per donare cultura puntando ad una dimensione nazionale e internazionale senza essere schiacciati dalla chiusura delle condizioni di contesto. Sostenere la vita artistica e culturale del TAM è dunque un dovere di ogni abitante culturale. Prima che sia catapultato definitivamente nel mondo digitale del metaverso con accesso tramite gli NFT, possiamo ancora fare qualcosa anche noi per avere il TAM in città. Per cominciare, sosteniamo insieme il museo che ancora non esiste per dare voce all’arte e ai giovani, prima che diventino troppo vecchi.

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