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Un tranquillo weekend di paura

Un tranquillo weekend di paura

Un ometto comune, a parte certa psicosi, recasi a fare la spesuccia...

12 Giugno 2022

Alberto Selvaggi

«Un tranquillo weekend di paura». Barese però. Un po’ come nel film di John Boorman. Tenetevi forte in sala alla poltrona. Un ometto comune, a parte certa psicosi, recasi a fare la spesuccia. Sgrana gli occhi ebeti blu: acciderba, la bottega di fiducia, zona murattiana, ha la saracinesca calata e stirciuta. Lo spacciatore di leccornie cerca di tirarla su: «Scusate dottore, sta bloccata». Ah e mo? Mo viene un soggettone alto non troppo le cui palpebre paiono digrignare qualcosa: «Meh?!». Amico del negoziante, si presta a risolvere il problema: «Due minuti ci vuole ma devo recuperare l’attrezzatura da lavoro, non tengo la macchina». «Ti accompagna il dottore, va bene dottore?». Il cliente che voleva acquistare e poi fare gnam-gnam con la boccuccia risponde a malincuore: «Uh. Va bene».

I due partono in una berlina gobbuta. Il borghese chiede al tipo che chiameremo Tony: «Dove vado?». «Dirìtt’». Non sono 500 metri, sotto le ruote scorre qualche chilometro a nord di Bari. Si inganna il tempo familiarizzando: «Stiamo andando al posto dove tengo tutta la roba, purtroppo stanno ancora i pieni di merda degli zingari». «Ah». «Io comunque non faccio le puttanate, gli appartamenti, le ville…». «…». «Rubiamo o facciamo la rapina ai villaggi, i residence, dieci venti per volta, e so’ soldi». «…».

Tony illustra: «Al deposito mio sta tutto per rubare e le armi. Solo noi a Bari facciamo le cose serie. Con gli zingari mi litigai per le proprietà, poi finì brutto e sparai alle gambe a due che scappavano». L’ometto fa pronto su e giù con la capuzzella in un sorriso d’ammirazione, mentre una goccia di sudore gli si cristallizza in fronte: «E hai fatto bene, ah-ah-ah!». «La prossima volta gli sparo in fronte». «Mah, vabbè, sì…».

Una spianata con ruderi: «Rallenta, sali qua». L’imbelle, ligio, esegue: «Ma c’è il marciapiede alto, come faccio?». «E non vedi che sta la rampa d’asfalto che abbiamo costruito sulla strada?». «Ah sì. Fatta bene però». Lo sterrato approda in un campo nomadi con Suv e Mercedes circoscritto da palazzine abbandonate. Tony scende e i Rom si squagliano come topi inseguiti da gatti satanici. Il quasi omicida apre una porticina, sparisce a lungo mentre il pollo attende in auto col volto marmorizzato: gasteme, repliche impettite dalle roulotte. Il delinquentone torna, carica i ferri, al rientro apre la saracinesca in un nanosecondo. E l’ignavo acquista ciò che voleva per il suo tranquillo weekend di paura.

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