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In Puglia e Basilicata

Punti di vista

Non dimentichiamo la torre dei cavallari

La Torre dell’Ovo, Maruggio e Torricella, Taranto

La Torre dell'Ovo

Un magica testimonianza del passato sulla scogliera tra Maruggio e Torricella

24 Aprile 2022

Omar Di Monopoli

Oggi le si conosce più come set ideale per i selfie, ma le quasi 150 torri costiere in Puglia sono soprattutto un reperto storico di eccezionale rilevanza. Realizzate perlopiù nel XVI secolo da Carlo V, sovrano che promosse la costruzione di un sistema difensivo per proteggere le coste del Mezzogiorno dagli attacchi dei turchi (ormai negli annali il famoso «mamma li Turchi!» strillato dai locali alla vista dei predoni saraceni), costellano le splendide marine della regione in forma e splendori diversi. Una delle poco celebrate - forse perché meno appariscente rispetto alle sorelle presenti su territorio tarantino, ma a suo modo bellissima - è quella ubicata sul cosiddetto «monte dell’Ovo», una scogliera 15 metri a picco sul mare tra Maruggio e Torricella.

La Torre dell'Ovo (o più semplicemente Torre Ovo), è una torre tipica di questa area, di forma tronco-piramidale e a base quadrata. Addossate alla sua struttura originaria vi erano altri tre complessi architettonici minori di successiva costruzione. Il suo mare custodisce i resti di una delle più antiche attività pescherecce del Mediterraneo: la pesca di tonni, che rivela le proprie ataviche tracce grazie al rinvenimento di ancore destinate a zavorra per le barche che gettavano le reti.

Facile restare affascinati dalla magia del luogo, che, seppur diruto - negli sciagurati anni Settanta qualcuno pensò bene di adibirlo a pizzeria mentre recenti scavi di consolidamento hanno impunemente abbattuto la «casamatta» annessa - mette in connessione il visitatore occasionale con un passato di orgoglio e di grandezza perfettamente incastonato nella Storia ricca di mitologia di queste lande. Se la scelta del sito per la costruzione della torre risponde a precise necessità di natura strategica poiché, occupando il punto più alto del promontorio, consentiva una visione ampia e completa per l’avvistamento di eventuali imbarcazioni corsare in avvicinamento, meno certezze vi sono invece circa la data della sua edificazione. Recenti studi hanno rilevato che nel marzo del 1566 si tenne in Taranto un’asta pubblica da parte di tale Alonso Salazar, finalizzata alla costruzione di detta torre che divenne presto «posto di avvistamento per cavallari (presumibilmente i cavalieri di Malta)» ai quali era affidato il compito di scrutare gli orizzonti ed avvisare gli autoctoni in caso d’invasione.

Nel secolo XIX la torre diventerà sede delle Guardie Doganali, quindi, durante la prima guerra mondiale, verrà utilizzata come postazione logistico-militare. In seguito fu destinata, fino agli anni ’50 del secolo scorso, come sede della Marina Militare.

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