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Punti di vista

Matera, ma quanto dura un minuto?

Matera, ma quanto dura un minuto?

27 Marzo 2022

Mariateresa Cascino

Sveglia, doccia, colazione, garage, macchina, traffico, lavoro. I minuti sono contati e si corre senza meta come nella ruota dei criceti, con lo sguardo sull’orologio per battere la tirannia del tempo che fugge. Ma può capitare, come in un film, di passare miracolosamente con pochi passi in altre dimensioni temporali. Se infatti attraversiamo trafelati Piazza del Sedile per andare al lavoro e buttiamo lo sguardo sull’orologio del Palazzo del Sedile, può succedere di perdere la cognizione del tempo e di accusare sintomi confusionali e di disorientamento spazio temporale. Precisamente, il fuso orario, in zona Auditorium Gervasio, è di 49 minuti indietro rispetto agli standard dell’UTC, il Tempo Universale Coordinato. Gli abitanti culturali che si affrettano ad andare al lavoro la mattina, arrivano in piazza e, alla vista delle lancette spostate indietro, si accomodano al sole davanti a profumati caffè e morbide brioche, pensando che sia ancora presto per raggiungere fabbriche e uffici, scuole e cantieri. Così, temporeggiano e si godono momenti di confusa felicità prima di timbrare fastidiosi cartellini. Intanto l’orologio incastonato nel torrino in stile rococò, che svetta verso il cielo, se la prende comoda, va al suo ritmo, batte secondi e minuti seguendo un flusso lento, e se ne infischia di campeggiare sul palazzo parlante rinascimentale, protetto dalle quattro statue delle virtù cardinali: prudenza temperanza, fortezza e giustizia, scolpite lì da secoli nelle loro nicchie valvate a rappresentare la Buona Amministrazione. Ancora più in alto, il patrono della città che veglia sui suoi abitanti troneggiando sul tetto, ha perso la testa da tempo e non si sa quando la recupererà.

Secondo il principio della dinamica, o prima legge di Newton, l’orologio sulla torre che segna un tempo rallentato - secondo me anche un po’ emblema del DNA cittadino -, potrebbe essere soggetto al perenne stato di inerzia, a meno che non intervenga una forza esterna a modificare l’andamento degli ingranaggi per risincronizzarlo con il mondo. O forse, potremmo trovare spiegazioni scientifiche misurando le diverse dilatazioni gravitazionali temporali per scoprire come mai il tempo, proprio lì, scorra a diversa velocità e se ci sono misteri sotterranei nella biosfera magnetico terrestre. Fatto sta che oggi, con il ritorno all’ora legale e lo spostamento delle lancette di 60 minuti in avanti, noi abitanti culturali, frequentatori di Piazza del Sedile, potremmo percepire di vivere nel Time Zone di Capo Verde. Cercando di orientarmi in questa schizofrenica dimensione temporale, in cui si percepisce il ritmo del tempo cittadino sfasato rispetto agli standard UTC del mondo globalizzato, mi chiedo anche io e non vedo l’ora di scoprirlo: ma quanto dura un minuto a Matera?

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