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Tiggiano, villaggio abusivo «rivelato» grazie al drone

Tiggiano, villaggio abusivo «rivelato» grazie al drone

 
Tiggiano, villaggio abusivo «rivelato» grazie al drone

Domenica 08 Giugno 2014, 10:41

03 Febbraio 2016, 05:06

TIGGIANO - Scattano i sigilli a un mega villaggio di «pajare fantasma» forse destinato a diventare un resort di lusso in pieno parco naturale.Siamo nell’area protetta «Otranto - Santa Maria di Leuca», a ridosso dell’antica torre costiera cinquecentesca del Nasparo, dove gli agenti della polizia provinciale hanno scoperto una serie di costruzioni rurali spuntate dal nulla individuate grazie ai sorvoli di un drone al cui obiettivo non sono sfuggite le murature in pietra a secco che non risultavano nelle planimetrie del Putt del 2006.

Attraverso un escamotage erano state copiate artificiosamente le antiche dimore dei contadini e accanto ad alcune realmente esistenti ne erano state costruite altre che avevano un’«anima» in mattoni tufacei e una veste in pietra calcarea posata a secco e spruzzata con cemento per antichizzarla.

Per nascondere i manufatti erano stati piantumati alberi ed essenze tipiche della macchia mediterranea che si andavano ad intrecciare alle strutture portanti per farle sembrare ancora più vecchie.

La zona è sottoposta ai vincoli paesaggistico, ambientale e idrogeologico e in totale ci sono 24 pajare di cui solo nove originali.

Il primo blocco di undici pajare era stato sequestrato a ottobre ma l’attività di indagine è proseguita e tra la fitta boscaglia della costa che si getta quasi a strapiombo nel mare Adriatico le forze dell’ordine ne hanno individuate altre 13. Nonostante l’attività investigativa fosse in corso a febbraio c’erano stati altri accatastamenti tutti a nome della società titolare dei terreni, un’immobiliare con sede in provincia di Torino.

Nei giorni scorsi lo stesso sostituto procuratore Paola Guglielmi, accompagnata dal consulente tecnico Loredana Magurano, ha voluto verificare di persona quanto riferito dagli agenti e alla fine ha steso una dettagliata relazione che è finita sul tavolo del giudice per le indagini preliminari Alcide Maritati che, a sua volta, ha autorizzato il sequestro eseguito venerdì.

Nel fascicolo sono finite pure le foto del drone che ha “immortalato” gli abusi da un’altezza di 300 metri.

Il blocco del cantiere, ufficialmente aperto nel 2012 per la ristrutturazione dei muretti a secco, ha portato la magistratura a sequestrare anche le pajare più antiche perché secondo le accuse oltre all’abusivismo in atto ci sarebbe stata l’intenzione di trasformare tutte le dimore, disseminate su un’area di circa quattro ettari, in una struttura ricettiva extra lusso con tanto di moduli abitativi che avrebbero creato un’antropizzazione eccessiva di un luogo considerato ancora incontaminato.
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