Ma, se per alcuni i contrassegni utilizzati per indicare le case facili da derubare e quelle da evitare sono un’autentica bufala, a Barletta come a Trani o Minervino, la piaga dei furti (in abitazioni, ville ed esercizi commerciali) continua ad allargarsi a macchia d’olio. Specie in questo periodo pre estivo.
Non solo. Strani simboli, assai simili a quelli del codice incriminato (che riportiamo accanto) sono stati trovati scalfiti agli ingressi di alcune abitazioni (prevalentemente ville isolate ma anche alloggi) o sui citofoni di alcuni stabili a Barletta, soprattutto su via Chieffi e via Doronzo (nel rione «Medaglie d’oro»), nel centro storico o in via Papa Giovanni nel quartiere «Borgovilla». Ma carabinieri e polizia non si sbilanciano.
I commenti degli organi di polizia a tal proposito sono perlomeno ambigui: molte volte hanno smentito la veridicità della storia e quindi il contenuto del codice, altre volte lo hanno avvalorato. Chissà.
Ad utilizzare i diversi simboli (quattro pallini uguale a «casa ideale per un furto», triangolo «donna sola», un grande cerchio «meglio non insistere», ecc) sarebbero, secondo gli esperti, i «topi» d’appartamento (forse stranieri) che, così facendo, riuscirebbero a contrassegnare le case da colpire e i momenti più favorevoli per farlo.
Curioso ed originale è il codice dei ladri (che sta tenendo spopolando anche su internet) che prevede una serie di indicazioni sulle case più «deboli» (quelle in cui, per esempio, vi è una donna sola in casa oppure donne disposte a dare soldi) e sulle abitazioni più ricche, dove è più facile poter realizzare un bottino cospicuo.
Ma, nel singolare «vademecum» dei ladri, ci sono delle case che vanno assolutamente evitate: quelle dei membri delle forze dell'ordine oppure di persone amiche degli zingari; o, ancora, le case di coloro che si sono mostrate gentili o hanno dato lavoro a qualcuno della comunità.
Tra i simboli trovano posto anche alcune lettere che indicherebbero quando effettuare il furto: la notte, il pomeriggio, la mattina, la domenica.
Una sequela di «segni» apparentemente strani ma che, se conosciuti, potrebbero evitare sgradite sorprese.
Eppure, alcuni ritengono che sarebbe stupido pensare che i «topi» d’appartamento utilizzino ancora un codice già conosciuto dalle possibili vittime. Anche se, a ben vedere, sarebbe sciocco contrassegnare le case più appetibili per un furto, con il rischio che a rubare ci vada qualcun altro a conoscenza del codice.
In ogni caso, sia una bufala o meno, carabinieri e poliziotti nel Nord Barese invitano alla prudenza, specie dopo la recrudescenza di furti che si sta verificando in questo ultimo periodo.
Appartamenti, ville, bar e negozi gli obiettivi più «sensibili». Soprattutto di notte ma, in alcuni casi, anche durante le ore del giorno e alla presenza dei proprietari al loro interno.
Gli inviti ad adottare delle precauzioni e a stare attenti affinchè i segni non compaiano sui loro campanelli o sugli stipiti dell'ingresso è rivolto soprattutto ai più anziani o a chi vive solo.
Gli investigatori, pertanto, invitano alla prudenza.
I messaggi cifrati vanno presi al vaglio di volta in volta perché accanto ai casi che non trovano conferma ve ne sono molti altri in cui i segnali costituiscono il preludio di atti criminosi.
Da qui l'esigenza di incentivare il pattugliamento delle aree più a rischio che, nonostante i mutati «linguaggi» dei ladri, costituisce l’unico vero deterrente per qualunque «topo», l’unico vero rimedio a prova di «codice», di segnali criptati e strani simboli.
















