Il giochino di prevedere un’Iva al 22% al posto di quella al 10% che si applica ai lavori edili è costato alla Regione (almeno) 81mila euro di spesa ingiustificata negli appalti con procedura d’urgenza affidati alle ditte degli imprenditori Francesco Girardi e Vito Vincenzo Leo. Ed è per questo che il procuratore regionale della Corte dei conti, Carmela de Gennaro, ha citato a giudizio l’ex dirigente dell’Economato (e della Protezione civile), Mario Lerario, e al suo braccio destro, l’ex funzionario Antonio Mercurio: per favorire le imprese amiche avrebbero infatti fatto un danno alle casse pubbliche.
Il fascicolo, aperto a seguito delle indagini penali, ha visto una riduzione sostanziosa delle contestazioni a carico dei due ex dipendenti pubblici, che nell’invito a dedurre ammontavano a circa 180mila euro. Questo perché Mercurio (difeso dagli avvocati Roberto Eustachio Sisto e Sabina Di Lecce) è riuscito a dimostrare di non aver favorito Girardi evitando di applicare le penali previste contrattualmente per i ritardi nella realizzazione dell’eliporto nella sede della Protezione civile regionale.
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