Sabato 17 Gennaio 2026 | 14:14

Da Bari a Lecce è strage sulle strade: nel 2025 241 vittime di incidenti, tanti pedoni e ciclisti

Da Bari a Lecce è strage sulle strade: nel 2025 241 vittime di incidenti, tanti pedoni e ciclisti

 
Gianpaolo Balsamo

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Gianpaolo Balsamo

Da Bari a Lecce è strage sulle strade:  241 vittime di incidenti nel 2025

I dati dell’associazione ASAPS: a livello nazionale diminuiscono i morti

Sabato 17 Gennaio 2026, 12:14

Martina Franca, 31 dicembre 2025: un ciclista travolto da una Skoda lungo una strada provinciale. Foggia, 6 gennaio 2026: un giovane di 25 anni ucciso mentre attraversa sulle strisce pedonali, investito da un automobilista risultato positivo all’alcoltest. Triggiano, 4 gennaio: due giovanissimi di 18 e 17 anni, entrambi residenti a Poggiofranco, perdono la vita in un gravissimo incidente sulla complanare della SS100, nei pressi delle aree commerciali. E ancora, 12 gennaio: un uomo di 65 anni muore in provincia di Foggia durante una pedalata in bicicletta sulla provinciale 119 per Sant’Agata di Puglia. 14 gennaio: un altro gravissimo episodio si verifica lungo la provinciale Lecce-Novoli, dove un ciclista di 25 anni viene travolto da un mezzo compattatore mentre pedalava: le sue condizioni restano gravissime in ospedale.

Questi episodi, avvenuti tutti nelle ultime settimane non rinsaldano solo i bollettini di cronaca: raccontano un fenomeno che ha radici profonde. Pedoni e ciclisti, gli utenti più fragili della strada, continuano a pagare il prezzo più alto di un modello di mobilità che in Puglia, come nel resto d’Italia, fatica a garantire sicurezza, soprattutto all’interno dei centri abitati e lungo le arterie urbane più trafficate.

Secondo l’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale, nel 2025 a livello nazionale si è registrato un lieve calo complessivo delle vittime fragili (-3,4%), ma con tendenze opposte nelle categorie: i pedoni uccisi sono diminuiti da 475 a 434, mentre i ciclisti morti sono aumentati da 204 a 222. In Puglia il bilancio delle tragedie nel 2025 aveva già mostrato numeri severi: 241 vittime negli incidenti stradali, con un’incidenza significativa degli scontri che coinvolgono pedoni e ciclisti. Nel solo ambito delle biciclette, si contano decine di incidenti gravi e diversi decessi, che includono anche gli episodi appena ricordati.

Dietro questi numeri ci sono dinamiche ricorrenti: strade urbane senza adeguati attraversamenti, segnaletica carente, illuminazione insufficiente, velocità eccessiva e comportamenti di guida distratti o imperativi che finiscono per non lasciare scampo a chi non è protetto da una carrozzeria. Per Giordano Biserni, presidente di Asaps, non si tratta di una sequenza di sfortunate coincidenze, ma di una emergenza strutturale. «È una carestia - afferma - frutto di gravi vuoti d’organico nelle forze dell’ordine: circa il 25% nella Polizia Stradale e il 20% nella Polizia Locale. Con queste carenze diventa difficile presidiare il territorio e prevenire comportamenti pericolosi». Secondo Biserni, le nuove norme sulla sicurezza stradale «sono un passo nella giusta direzione, ma restano insufficienti se non sono accompagnate da controlli più incisivi per intercettare infrazioni sistematiche come eccesso di velocità, passaggi con il rosso e mancato rispetto delle strisce».

L’appello del presidente Asaps riguarda anche le amministrazioni locali, chiamate a intervenire sui tratti urbani dove si concentra la maggior parte degli incidenti mortali. «Servono più segnaletica orizzontale e verticale, attraversamenti ben visibili, più dissuasori di velocità e soprattutto più sistemi di illuminazione nei punti critici», sottolinea Biserni. «La sicurezza non può essere costruita solo dopo l’incidente: va progettata strada per strada, quartiere per quartiere».

Dietro ogni statistica restano vite spezzate: ragazzi e adulti, appassionati di ciclismo o semplici pedoni, che non torneranno più a casa. Una strage silenziosa che continua a colpire la Puglia, chiedendo a gran voce infrastrutture dedicate, controlli efficaci, educazione alla mobilità e una cultura della strada che metta al centro la vita delle persone.

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