Sabato 20 Ottobre 2018 | 11:29

NEWS DALLA SEZIONE

Il caso a Roccanova (Pz)
Crisi editoria: in Basilicata un'edicola resiste da 100 anni

Crisi editoria: in Basilicata un'edicola resiste da 100...

 
Costi della politica
Basilicata, taglio ai vitalizi: pronti i i ricorsi degli ex parlamentari

Basilicata, taglio ai vitalizi: pronti i i ricorsi degl...

 
Un 24enne
Rionero, aveva coca e marijuana: arrestato spacciartore dai Cc

Rionero, aveva coca e marijuana: arrestato spacciatore ...

 
Il riconoscimento
Maratea premiata a Milano«Stella al merito sociale»

Maratea premiata a Milano
«Stella al merito sociale»

 
Opere pubbliche
Basilicata, Basento - Bradano: il «fantasma» dello schema idrico

Basilicata, Basento - Bradano: il «fantasma» dello sche...

 
La decisione
Potenza, ucciso in macelleria con 11 coltellate: fu omicidio volontario

Potenza, ucciso in macelleria con 11 coltellate: fu omi...

 
La sentenza
Potenza, maltrattavano i loro alunni: condannate due maestre

Potenza, maltrattavano i loro alunni: condannate due ma...

 
Stalking
Potenza, incendiò 2 auto della famiglia della sua ex: arrestato 22enne

Potenza, incendiò 2 auto della famiglia della sua ex: a...

 
A Paoladoce di Avigliano
Acqua sporca dai rubinetti, si cerca soluzione

Acqua sporca dai rubinetti, si cerca soluzione

 
La decisione della Regione
Post offensivo contro le donne, dirigente rischia il posto

Offende le donne su Fb, dirigente rischia il posto

 
Dalla Regione
Basilicata, 500 euro al mese a chi assiste familiare disabile

Basilicata, 500 euro al mese a chi assiste familiare di...

 
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno

i più letti

Il piano di rientro

Ospedali lucani accorpati
per evitare il crac sanità

Esplosione dopo fuga di gas anziano ustionato a Pisticci

«Non più contenitori indistinti e autoreferenziali ma entità organizzate in rete secondo gerarchie e complessità diverse»: il futuro degli ospedali lucani è condensato qui. In quella classificazione che è alla base della riorganizzazione del sistema sanitario regionale e che è contenuta in una delle prime pagine di un corposo documento, denominato «Analisi di contesto della rete ospedaliera regionale» inviato a tutti i consiglieri regionali. Un dossier in cui oltre alle valutazioni sulle prospettive, sulle scelte e sulle cose da fare vengono evidenziati, struttura per struttura, i ricavi e i costi. Dati che confermano senza dubbi come la gran parte degli ospedali lucani «produca un disavanzo superiore al 10 per cento del valore dei ricavi, risultando in piano di rientro». E soprattutto come l’unica àncora di salvezza dalle norme previste nei Piani di rientro e di conseguenza da un concreto rischio di chiusura sia l’aggregazione con il «San Carlo». Perché il «San Carlo» e l’ Irrcs Crob di Rionero sono le uniche strutture che «chiudono con un risultato positivo». Spulciando quelle cifre, infatti, si evidenzia come anche sommando i debiti e gli introiti di tutti gli ospedali lucani, Irrcs Crob compreso, il saldo sia negativo. Di ben 13 milioni 353mila euro. Una cifra tutto sommato accettabile, in grado di evitare la mannaia dello Stato. Nella riorganizzazione, però, non c’è l’unione di tutte le strutture. Nonostante un primo momento si fosse ipotizzato di accentrare sul «San Carlo», tenendo fuori solo il Crob (con un disavanzo che a quel punto diventava di 26 milioni 589mila euro). Il progetto oggi prevede di dividere il Potentino ed il Materano. Accorpando al «San Carlo», con un bilancio in attivo di 7 milioni 894mila euro, gli altri ospedali del territorio che altrimenti andrebbero, in Piano di rientro. Questo perché Melfi, ad esempio, ha un disavanzo di 9 milioni 653mila euro, Lagonegro di 8 milioni 501mila euro e Villa d’Agri di 8 milioni 104mila euro. Debiti che portando dritti dritti alla scure del Piano di rientro nazionale. Il «San Carlo», dunque, può essere l’unica arma per evitarlo. Così come nel Materano l’unione tra Matera (con oltre un milione di crediti) e Policoro (con un disavanzo di 7 milioni e 215mila euro ) può evitare nuovi riflessi negativi. Senza ripercussioni, tra l’altro, considerato che debiti e crediti tra le diverse strutture pur arrivando ad una sommatoria negativa (meno diciotto milioni 634mila euro per il Potentino e meno 6 milioni e 205mila euro) non sforano il tetto del dieci per cento previsto dalle norme nazionali per far scattare il Piano di rientro. Un buon motivo - secondo quando ipotizza la Regione - per far diventare il «San Carlo» l’àncora di salvezza degli ospedali del Potentino e Matera di quelli del Materano. Perché la freddezza dei numeri è incontestabile. Certo, però, questo non è sufficiente a placare timori e perplessità. Non è sufficiente a rendere meno tesa la discussione sulla riorganizzazione del sistema sanitario. Un dibattito che va avanti da tempo e che la maggioranza consiliare non sembra destinata a chiudere in breve tempo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400