Lunedì 08 Agosto 2022 | 07:12

In Puglia e Basilicata

Il caso

Potenza, il grido dei giovani diabetici

Potenza, il grido dei giovani diabetici

«Arrivano in ritardo e a singhiozzo gli strumenti salvavita»

17 Giugno 2021

Potenza - «Abbiamo riscontrato ritardi nell’erogazione di presidi come sensori e microinfusori, si tratta di device che rientrano nei Lea, livelli essenziali di assistenza, e non possono essere acquistati da privati ma devono essere distribuiti dalle Asl. Ma spesso arrivano con ritardo e siamo costretti a sospendere la terapia o a ricorre a scambi di materiale tra coetanei». Angela Possidente, 32 anni, consulente finanziario, diabetica dall’età di 26 anni è la presidente dell’Associazione di genitori e giovani diabetici della Basilicata (Aggd). Tono basso e deciso, di chi non si rassegna a quel guazzabuglio che è la salute senza un modo per preservarla.


Nelle poche righe tempestose di una nota diffusa anche per dare la buona notizia di una sede delle Aggd che si inaugura domani a Potenza al civico 28 di via Tirreno, nel rione Cocuzzo (Serpentone), c’è una denuncia che suona come una sconfitta e un presagio nefasto: «Il 30 giugno scade il protocollo tra Asl e Ufficio scolastico regionale. Sottoscritto nel 2016 vale per cinque anni. Abbiamo chiesto che venga rinnovato e integrato subito. Abbiamo proposto modifiche e miglioramenti nell’ottica di superare criticità, favorire inclusione e migliorare la qualità della vita dei bambini diabetici. Tutti suggerimenti frutto di esperienze vissute in questi anni nel reinserimento del bambino con diabete a scuola e di richieste di aiuto provenienti dai genitori. Avere una buona gestione del diabete significa conviverci serenamente anche durante l’orario scolastico , potersi somministrazione insulina anche davanti i compagni o semplicemente poter controllare la glicemia senza doversi nascondere».

Angela Possidente, quanti sono i genitori di ragazzi diabetici che hanno dovuto ritirare prima del tempo i figli da scuola e che rischiano di non poterli mandare in classe a settembre?
«Quello che le posso dire è che nei giorni scorsi, al momento dell’accoglienza di due nuovi esordi, i genitori ci hanno riferito di aver preferito ritirare i bambini da scuola prima della chiusura estiva, poiché diventava estremamente complesso riuscire a gestire il bambino in ambito scolastico».

Due casi, ma altri potrebbero spuntare, o no?
«Certo, ed è per questo che bisogna fare presto anche nel rispetto di chi ha già sviluppato la malattia».

Quanti sono i giovani diabetici di tipo 1 in Basilicata?
«Non esiste un elenco-registro regionale. L’associazione ad oggi rappresenta circa 115 famiglie sparse su tutto il territorio alcune provenienti dal Vallo di Diano. Ma ci sono altri diabetici seguiti fuori regione o non iscritti all’associazione».

Che cosa la preoccupa di più dell’effeto Covid?
«La socializzazione dei ragazzi. Sono stati inibiti momenti di svago, è stata ridotta o sospesa l’attiva scolastica in presenza che sicuramente ha inciso soprattutto sull’aspetto psicologico. Anche i controlli e le visite mediche si sono ridotte. È aumentato lo stress e la difficoltà dei genitori di avere i bambini a casa. Le attività sportive in strutture adeguate sono state sospese è questo ha inciso anche sul compenso glicemico oltre che come momento di svago. Ma siamo fiduciosi di poter riprendere al più presto attività in presenza affinché con una parola, un abbraccio e una carezza nessuna famiglia possa sentirsi sola».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

EDITORIALI

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725