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L'annuncio

Basilicata, si dimette segretario Pd Polese: «Per il bene del partito»

Ha deciso di non candidarsi al prossimo congresso

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Il segretario regionale della Basilicata del Partito Democratico, Mario Polese - renziano ed eletto dal congresso a dicembre 2017 - ha annunciato le sue dimissioni, «che vengono da lontano, non solo legate ai risultati delle comunali o del ballottaggio a Potenza» - che ha visto la vittoria del candidato leghista Mario Guarente - «e che rappresentano oggi la migliore scelta per il bene del Pd».


Polese, stamani, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, ha spiegato che la «riflessione sulle dimissioni parte all’indomani della sconfitta del centrosinistra alle elezioni regionali dello scorso marzo», quando la Regione fu "conquistata» dal centrodestra guidato dal presidente Vito Bardi: «Questa è l’unica sconfitta - ha precisato Polese - che ascrivo alla mia segreteria, ma non mi sono dimesso il giorno successivo per una richiesta della segreteria nazionale».
L’ormai ex segretario lucano del Pd - che ha annunciato di restare nella corrente «Base riformista» guidata da Lorenzo Guerini e Luca Lotti - ha quindi spiegato che «con Zingaretti c'è una discussione in atto, e resto leale al Pd che per me è un partito a vocazione maggioritaria": ora - ha concluso Polese - serve «discontinuità, e «chiedo un congresso straordinario a settembre, senza traghettatori o commissari, ma con una conduzione collegiale, per evitare ritorni al passato o restaurazioni, poi chi si candida e vince al congresso, guiderà il Pd anche con il mio sostegno».

«Non mi candido al prossimo congresso», ma «sono certo che a livello locale c'è una classe dirigente che può esprimere valori e progetti», perché «in questo periodo è mancata soprattutto la nostra identità culturale, 'in favorè di contrasti e attacchi». Lo ha detto stamani, a Potenza, il segretario regionale del Pd, subito dopo aver annunciato le sue dimissioni.
Polese ha quindi ripercorso gli ultimi mesi della sua segreteria, e in particolare il percorso che ha portato il centrosinistra alle elezioni comunali di Potenza dello scorso maggio, spiegando di aver «incontrato Valerio Tramutoli» - candidato presidente della Regione alle regionali di marzo con una lista civica, e poi candidato sindaco con due liste civiche e di sinistra, che hanno raggiunto il ballottaggio a discapito del candidato sindaco del centrosinistra, Bianca Andretta (Mdp - Articolo Uno) - «il quale ha declinato l’invito, anche al ballottaggio, ma il centrosinistra gli ha dato un leale sostegno, come confermano i dati». Anche sulla scelta di Andretta «c'è stata una convergenza, anche con una forte spinta del Pd nazionale», ma «io non ero neppure contrario al sostegno al sindaco uscente, Dario De Luca».
Secondo il segretario uscente, «a parte le regionali, i dati complessivi del Pd su europee e amministrative, fatta eccezione per Potenza, sono in controtendenza rispetto al trend nazionale», ma oggi «si chiude un ciclo e si apre una stagione nuova, con nuovi protagonisti». Polese ha infine ricordato che "la svolta impressa negli scorsi anni da Renzi al Pd è stata epocale, ed è stato il motivo per cui ho aderito al progetto, in cui credo ancora fortemente: è un progetto fatto di valori e non di persone, e io forse in questi due anni ho subito attacchi, anche personali, perché probabilmente incarnavo la sintesi tra anime diverse del partito».

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