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Sulla Potenza-Melfi

Ponte Scescio, 400 metri di paura
L'Anas: interventi solo dal 2019

Si tratta di un viadotto molto trafficato che da tempo suscita qualche preoccupazione

Ponte Scescio, 400 metri di pauraL'Anas: interventi solo dal 2019

Il ponte sulla Potenza-Melfi

BARILE - I lavori di risanamento strutturale ci saranno, ma non prima del 2019, mentre per ora «ci si dovrà accontentare di interventi che serviranno principalmente a rendere più alti i guard rail». Lo riferisce alla Gazzetta Gennaro Grimolizzi, uno dei promotori del comitato spontaneo per il viadotto Scescio. «È più o meno questo - spiega - il contenuto di una lettera arrivata al Comune di Barile, in cui l’Anas fa capire che gli interventi più importanti arriveranno solo nel 2019 e sostiene allo stesso tempo che il viadotto non è pericoloso per la circolazione. Continuiamo a non esserne convinti e dopo aver studiato le carte decideremo come attivarci». Non si arrenderà, insomma, il comitato costituito pochi giorni fa sull’onda emotiva del crollo del ponte Morandi di Genova.

«L’emotività, in realtà - tiene a precisare Grimolizzi - c’entra poco. Da almeno sette anni i cittadini lamentano l’estrema pericolosità di quel viadotto lungo 400 metri». Il tratto stradale in questione fa parte della statale 658 «Potenza-Melfi», già rischiosa di suo per l’imponente molte di traffico. Il nome Scescio proviene dal quartiere di Barile sul quale si affaccia l’alto ponte, che nella parte centrale raggiunge i 115 metri di altezza. Qualche giorno fa si erano visti i mezzi dell’Anas al lavoro ed in molti avevano tirato un respiro di sollievo. Dal comitato ci spiegano che «in realtà non si trattava di interventi, ma di rilievi per verificare la staticità del viadotto».

Gennaro Grimolizzi è consigliere comunale di opposizione a Barile. «Ma sono tra i promotori di questa iniziativa - mette in chiaro - in qualità di cittadino e soprattutto di automobilista. Siamo un gruppo di una quarantina di persone, che partendo dal basso e senza alcuna influenza politica ha deciso di fare qualcosa per denunciare la pericolosità di un viadotto che fa parte tra l’altro della Potenza-Melfi. Siamo di Barile, ma anche di Rapolla, Melfi, Rionero in Vulture. Tra noi ci sono professionisti di ogni tipo, che si impegneranno per sollecitare interventi all’Anas, a prescindere dalla mediazione dei Comini. Quali sono i rischi che segnaliamo? Sicuramente le condizioni dei piloni e quindi del ponte. Ma la gente ha paura soprattutto per i guard rail, che sono troppo bassi, addirittura ad altezza di ginocchio. Quel tratto di strada è frequentato ogni giorno da tantissimi automobilisti, non solo dei comuni limitrofi. Basti pensare a quante persone percorrono il viadotto in autobus o in auto per raggiungere l’area industriale di San Nicola di Melfi. Per non parlare del traffico di camion. In caso di tamponamento c’è il serio rischio che una vettura possa finire nel burrone». 

La carreggiata, tra l’altro, è ristretta da segnaletica orizzontale. «Il restringimento - spiega Grimolizzi - è stato pensato per non sottoporre ad eccessive sollecitazioni il viadotto nella parti esterne, soprattutto con l’aumento del traffico: in questo modo si viaggia più al centro, ma la strada così è più stretta. Evidentemente, quindi, il viadotto non sta messo così bene come si vorrebbe far pensare».

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