Giovedì 23 Settembre 2021 | 01:52

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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Guai per la Basilicata

Il Governo ci taglia 210 case popolari

Mannaia da Roma sui fondi agli enti locali per periferie ed edilizia pubblica

Potenza

D’emblée, di colpo, la Basilicata si vede cancellare circa 210 case. Alloggi popolari, abitazioni inserite nei piani di edilizia pubblica, da realizzare nei capoluoghi e nei comuni lucani. Tutto a causa di due diversi provvedimenti che il Governo gialloverde ha messo a punto in questa settimana. Il primo è un emendamento del Decreto Dignità con cui il Governo Conte congela le convenzioni dei finanziamenti del "bando periferie" bloccando l’avvio degli appalti delle opere programmate fino al 2020. In particolare, per Potenza si tratta di 18 milioni di euro (che si aggiungono ai 7 milioni circa di fondi regionali e privati) per la riqualificazione di Bucaletto e che - nelle intenzioni - devono essere utilizzati per la realizzazione della piscina, del centro sociale e la costruzione di 100 alloggi di 150 complessi destinati alle famiglie che vivono nei prefabbricati. Per Matera l’accordo prevede un finanziamento di 13,12 milioni di euro (con altri 11,1 di fondi pubblici e privati) per un progetto di rilancio dei centri culturali, della gestione del verde urbano al fine di migliorare la qualità della vita nelle periferie. Insomma, programmi articolati che ora rischiano di slittare di anni, se non di essere cancellati.
C’è, poi, un secondo provvedimento che tocca altri 110 alloggi, quelli previsti negli interventi gestiti direttamente dai Comuni, che rischiano lo stop se il Governo Conte, come annunciato ieri nel corso della Conferenza Stato - Regioni, confermerà il taglio di 11 milioni di euro di soldi per l’edilizia residenziale pubblica destinati alla Basilicata. Sui soldi da assegnare alle Regioni l’intesa era stata raggiunta nei giorni scorsi ma, ieri, nel corso della Conferenza, è stato annunciato il nuovo riparto: che toglie alla Basilicata 11 milioni aumentando, invece, la dotazione per Lombardia e Veneto. Un fatto che non ha mancato di suscitare proteste e prese di posizioni anche durante la seduta del Consiglio regionale di ieri (con l’abbandono dell’aula da parte del consigliere Perrino) durante la quale l’assessore regionale alle Infrastrutture, Carmine Miranda Castelgrande, ha proposto al Consiglio regionale l’approvazione di un ordine del giorno «per sostenere il dissenso espresso a Roma sul riparto delle risorse». L’approvazione dell’ordine del giorno è rinviata alla prossima seduta (fissata per venerdì), in attesa che il Governo nazionale decida. Già, perché il Governo ha chiesto un mese di tempo per decidere, considerato che senza intesa con le Regioni italiane il riparto dei fondi lederebbe il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni e potrebbe essere impugnato. L’accordo, dunque, su questo punto diventerebbe indispensabile, favorendo il recupero dei fondi. Ma siamo nel campo delle ipotesi. Ad oggi ad essere cancellati sono 41 milioni di euro. Soldi promessi alla Basilicata ed oggi tagliati.

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