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l’inchiesta

Auto «fantasma»
per compiere reati

I carabinieri di Lagonegro scoprono un giro di 158 vetture

 Auto «fantasma» per compiere reati

Pino Perciante

LagonegroIl  nome dell'operazione («Auto fantasma») è tutto un programma. Sembra quello di un film di 007 ma è invece l'ultima indagine condotta dalle forze dell’ordine in tutta Italia che ha portato alla luce centinaia di veicoli intestati a prestanome e poi usati soprattutto da bande di stranieri per commettere reati di ogni tipo.

Nel mirino sono finite Mercedes, Alfa Romeo, Rover, Volvo, Audi, ma anche Lancia Y, Fiat 600, Citroen C3 e C4 e altri veicoli di piccola e grossa cilindrata. E il bilancio, alla fine, è quasi incredibile: in Basilicata, e in particolare nel Lagonegrese, i Carabinieri della Compagnia di Lagonegro hanno registrato, per ora, più di 150 macchine fantasma per un valore di 600 mila euro, tutte intestate ad un’unica persona, e utilizzate in prevalenza da bande di nomadi e nordafricani per spacciare droga e compiere furti, rapine e truffe su tutto il territorio nazionale.

Tra i 158 veicoli ci sono anche mezzi commerciali che, essendo falsamente intestati, consentono di commettere reati sfuggendo a ogni forma di controllo o sanzione. L’operazione va anche oltre i confini nazionali. È stata infatti attivata la collaborazione internazionale di Europol per il sequestro di diverse vetture in Germania, Spagna, Francia, Ungheria, Bulgaria, Romania e Svizzera. L’operazione dei carabinieri ha interessato, fino ad ora, 158 veicoli per i quali è stata richiesta la cancellazione dall’archivio nazionale.

Al momento, l’unica persona indagata è il presunto prestanome, un palermitano di 47 anni residente a Roma. che, secondo quanto accertato dagli investigatori, in cambio di poche decine di euro accettava di intestarsi le automobili attraverso agenzie di pratiche auto della Capitale. L’uomo è indagato con le ipotesi di reato di «induzione in errore di pubblico ufficiale in falsità ideologica in atti pubblici» e riciclaggio, in concorso con persone che al momento restano ignote.

Secondo gli investigatori l’uomo sapeva che le auto sarebbero servite per i furti e le rapine. L’indagine è partita da Episcopia, a seguito dei controlli su un’ auto utilizzata per commettere un furto in abitazione. Una Renault Megane targata DB983VD che successivamente viene intercettata in Puglia dalla Polizia e posta sotto sequestro perché guidata da un rom che agli esiti del controllo risulta senza patente perché mai conseguita. Partendo da questo i Cc sono riusciti a risalire agli altri veicoli fantasma.

Le indagini sono partite alla fine del 2017, dopo alcuni furti e raggiri ai danni di anziani nel Lagonegrese: alcuni testimoni avevano segnalato di aver visto sempre la stessa auto, la cui targa conduceva dritto alla ditta individuale del 47enne palermitano che, a dispetto delle vorticose intestazioni d'automobili, non dichiarava alcunché al fisco. A quel punto gli investigatori hanno deciso di analizzare ad ampio spettro le segnalazioni giunte dalle vittime dei raggiri e dai testimoni, riuscendo a chiudere il cerchio di un'inchiesta che ora potrebbe arricchirsi di altri filoni e protagonisti. Il passaggio successivo sarà dare un nome e un volto a chi effettivamente ha utilizzato queste auto «fuorilegge» per commettere reati.

«Stiamo attaccando i gruppi criminali cercando di togliere loro gli strumenti e i mezzi con cui agiscono – sottolineano gli investigatori -. Per le automobili sono state richieste le radiazioni d’ufficio all’Aci di Potenza, una volta che saranno individuate saranno tutte tolte dalle strade. Per l’unico indagato potrebbero scattare ulteriori misure: in passato è stato raggiunto da diverse segnalazioni alla magistratura per intestazioni fittizie o per truffe alle assicurazioni e favoreggiamento personale».

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