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Melfi, Ronaldo più forte della protesta. Fca: un flop; Ubs: sciopero riuscito

Melfi, Ronaldo più forte della protestaFca: un flop; Ubs di sciopero riuscito

Francesco Russo

MELFI - La Fca parla di «clamoroso flop» e snocciola numeri impietosi, mentre i rappresentanti dell’Unione sindacale di base (Usb) della Basilicata - che alla Sata di Melfi hanno organizzato uno sciopero contro l’onerosa operazione che ha portato il fuoriclasse Ronaldo alla Juve - indicano ben altri risultati, in attesa di quelli definitivi previsti per la giornata di oggi. Il sindacato, ricordiamo, aveva invitato gli operai dello stabilimento lucano della Fca ad astenersi dal lavoro dalle 22 di domenica sera alle 6 di questa mattina, per protestare contro l’arrivo a Torino del campione portoghese. «Anche oggi a Melfi, come era già capitato venerdì scorso a Pomigliano - fa sapere la Fca attraverso un suo portavoce - le iniziative di protesta promosse nei giorni scorsi in tema calcistico sono state un clamoroso flop. Soltanto cinque dipendenti hanno scioperato su circa 1.700 presenti al primo turno. La percentuale di adesione è stata dello 0,3 per cento. È l’ennesima conferma che i lavoratori di Melfi e Pomigliano hanno capito perfettamente che si trattava di proteste strumentali promosse da sigle di nessuna rappresentatività reale o da singole persone che avevano come unico scopo quello di farsi pubblicità per fini personali. L’eco che hanno avuto queste agitazioni è stato enormemente sproporzionato rispetto alla realtà dei fatti che caratterizza il rapporto lavoratori-azienda nei due impianti». Non è dello stesso avviso Domenico De Stradis, uno degli organizzatori della protesta. «Non è stato assolutamente un flop: siamo un sindacato piccolo, ma i numeri che abbiamo risultano ben diversi», dice il sindacalista dell’Usb. «Alla nostra protesta - evidenzia - hanno aderito almeno duecento persone. Se tutti i sindacati svolgessero veramente il loro lavoro i risultati sarebbero anche migliori. La nostra è una rivendicazione legittima, sui temi dell’ineguaglianza sociale. Se avessimo voluto farci pubblicità, per rispondere ad una delle accuse che ci vengono mosse anche dagli altri sindacati, ora staremmo davanti ai cancelli con le bandiere al vento.

Non facciamo spettacolarizzazione, perché vogliamo restare sui temi e sui contenuti. Ci stanno contattando anche testate internazionali, che evidentemente hanno capito le vere motivazioni della nostra protesta».

Davanti allo stabilimento Sata, in effetti, ieri mattina non c’erano bandiere o presidi dell’Usb. «Il tema che poniamo - puntualizza De Stradis - non è di tipo calcistico, come afferma l’azienda, ma è quello della disuguaglianza nel trattamento dei lavoratori. Nessuno mette in discussione l’operazione Ronaldo dal punto di vista finanziario o commerciale. La questione è un’altra. L’azienda investe e fa bene a farlo. Ma dovrebbe riporre la stessa attenzione sui temi dell’auto. Poche ore prima erano stati comunicati i 1.640 esuberi, con l’automatica riduzione di stipendi che sono già bassi e con la prospettiva di aumenti dei carichi di lavoro. Subito dopo arriva l’annuncio dell’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus, con le cifre astronomiche che ormai tutti conosciamo. Solo un ottuso - dice ancora De Stradis - non arriva a capire l’enorme differenza di trattamento tra un operaio ed un professionista dello sport, che arriva a guadagnare più di quello che un essere umano possa riuscire a spendere in dieci vite. Non siamo contro la Juve e nemmeno contro Ronaldo. Ma queste disparità di trattamento - conclude - non fanno bene al nostro mondo, generano una ineguaglianza sociale sempre più marcata».

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