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Bisogna spendere entro luglio

Fondi Ue, corsa contro il tempo per la Basilicata

Sul piatto 88 milioni e mezzo di euro, ma è solo il primo step in attesa di fine anno

Fondi Ue, corsa contro il tempo per la Basilicata

POTENZA - La prima scadenza è quella di luglio, del 31 luglio per la precisione. Entro quella data la Regione dovrebbe rendicontare la gran parte di quei 307 milioni e 400 mila euro di Fondi comunitari che se non saranno spesi entro la fine dell’anno finiranno alla voce disimpegno. Secondo le stime regionali a fine luglio le previsioni di spesa saranno di 88 milioni e 500 mila euro. Ma la somma considera solo due dei tre programmi comunitari. Il Psr non prevede obiettivi di spesa intermedi, nonostante questi siano stabiliti da una norma nazionale. Diversamente dagli altri due programmi regionali: il Por Fesr e il Por Fse.

Insieme questi ultimi due assi devono rendicontare entro il 31 luglio ben 88 milioni e mezzo di euro. Se non lo faranno non ci saranno conseguenze immediate, ma la cifra rimanente si sommerà a quella che deve essere spesa entro la fine di dicembre. Ed il rischio è molto molto più serio. Perché tutto quello che non sarà speso non potrà più essere incassato. Insomma, si perderanno i finanziamenti.

La nuova tegola sui conti regionali legata ai fondi europei desta non poca preoccupazione, tanto che, da giorni, si susseguono riunioni ed incontri informali per fronteggiare la situazione. Ed arrivare non solo a metà luglio con gli obiettivi di spesa fissati (65 milioni e 700mila euro per il Por Fesr e 22 milioni ed 800mila per il Por Fse, mentre il Psr ha già rendicontato ad oggi 97 milioni di euro) ma soprattutto a dicembre (con in mezzo la pausa estiva) per spendere l’intero monte di fondi europei: ben 307 milioni e 400mila euro. Di questi 132 milioni e 300mila euro legati al Por Fesr, 38 milioni e 300mila euro al Por Fse ed infine 162 milioni di euro al Una cifra notevole, una somma che se non impegnata «salta», facendo saltare con essa anche i progetti collegati. Una situazione complessa, dunque, che spiega la corsa contro il tempo che si respira negli uffici regionali.

L’obiettivo era e resta accelerare, ma è chiaro che passare dalle parole ai fatti non è mai facile. La Regione ci prova, se non ci dovesse riuscire, però, la «patata bollente» toccherà ala prossimo governo regionale. Quello che verrà fuori dalle urne di novembre, quello che, forse, sarà anche il riflesso delle urne per le politiche che si profilano a breve.

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