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In Puglia e Basilicata

L'intervista

Francesca Barra, «Io travolta dal talento visionario di Achille Lauro»

Francesca Barra, «Io travolta dal talento visionario di Achille Lauro»

La giornalista sarà questa sera a Sanremo in uno dei «quadri» allestiti dal cantante

03 Marzo 2021

Carlo Stragapede

Francesca Barra, giornalista professionista, scrittrice e autrice cinematografica, nata 42 ani fa a Policoro (Matera), stasera, mercoledì, farà parte del secondo dei cinque «quadri» quotidiani di Achille Lauro, il multiforme cantautore, novello Ziggy Stardust della musica leggera italiana, attesissimo ospite sul palco del Festival. Accanto alla Barra, ci sarà suo marito Claudio Santamaria, attore romano con il «vizio» della musica, anch’egli di sangue lucano per parte materna.

Con Santamaria, Barra ha scritto il romanzo La giostra delle anime, una trama a tinte magiche e ancestrali ambientata proprio in Basilicata, edito da Mondadori nel 2019. Tra gli altri suoi libri più apprezzati, Giovanni Falcone un eroe, (Rizzoli 2012) e Non è un paese per donne, (Mondadori 2011).

Barra, può raccontarci com’è nata l’idea della performance con Lauro?
«Semplicemente mi ha telefonato, direttamente lui. Ne ho parlato subito con Claudio e abbiamo deciso di accettare. Ci è piaciuto il progetto di un artista gentile, incredibile, visionario. Insomma un genio che sa travolgerti con il suo entusiasmo come in effetti è accaduto. Anche il suo manager, il materano Angelo Calculli, è una persona molto creativa e piena di idee assolutamente originali».

Che cosa farete sul palco, nell’annunciato secondo quadro del più glamour dei cantautori italiani?
«Top secret. Sono previsti alcuni blocchi distinti sui quali non posso dire nulla».

Lei è giornalista e scrittrice. Ha portato in teatro apprezzati monologhi sulle donne di mafia. Insomma ha trattato temi “impegnati”. Non teme di essere criticata per una performance squisitamente artistica?
«Io sono anche questo, mi sento eclettica in tutto quello che faccio. Sento di avere una forte inclinazione artistica, e non solo perché da ragazza ho studiato canto lirico. Ho anche un sito di cucina, obiettivamente molto seguito. L’arte ha tante modalità espressive e a mio avviso non ha senso creare steccati artificiali basati su preconcetti. Io non tradisco mai la mia natura, non la tradirò nemmeno sul palco del teatro Ariston nel quadro di Achille Lauro».

Una natura sicuramente multiforme. È emozionata?
«Moltissimo. Ma sono anche convinta che il quadro di Lauro al quale parteciperò sarà un momento di gioia per noi e per il pubblico televisivo».

Lei è madre di tre figli. Hanno anche loro propensione artistica?
«Il maggiore, Renato, di 15 anni, ed Emma Angelina, di 7 e mezzo, studiano musica privatamente. Greta, di quattro anni e mezzo, è ancora piccola (sono nati dal precedente matrimonio con Marcello Molfino, ndr)».

Dopo Sanremo dove la vedremo impegnata?
«Con Claudio abbiamo sempre progetti. Al momento stiamo lavorando a un nuovo film e ad altri programmi artistici dei quali non posso anticipare nulla».

Lei abita a Milano. Come definirebbe il rapporto con la sua terra di origine?
«È un legame molto stretto. Ci torno spesso con Claudio e i ragazzi, pandemia permettendo. Ora la Basilicata è zona rossa. Verremo quando ci si potrà andare in sicurezza, lì ho i genitori».

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