Lunedì 27 Gennaio 2020 | 13:42

NEWS DALLA SEZIONE

Cultura
Andria, Castel del Monte nella top 30 dei monumenti più visitati d'Italia

Andria, Castel del Monte nella top 30 dei monumenti più visitati d'Italia

 
Il cooking show
Due pugliesi a Masterchef tra profumi e scontri culinari

Due pugliesi a Masterchef tra profumi e scontri culinari

 
La storia
L'amore di Liliana Segre per un marito conservatore: parla il figlio Alberto

L'amore di Liliana Segre per un marito conservatore: parla il figlio Alberto

 
La storia
Barletta, Antonella e il suo giro per il mondo a piedi e in bici: il viaggio nel sangue

Barletta, Antonella e il suo giro per il mondo a piedi e in bici: il viaggio nel sangue

 
Il video
San Cataldo, sulla spiaggia di Frigole ecco che spunta una foca monaca

San Cataldo, sulla spiaggia di Frigole ecco che spunta una foca monaca

 
La storia
Da Molfetta «Nonna Maddalena» è la regina della pugliesità nel New Jersey

Da Molfetta «Nonna Maddalena» è la regina della pugliesità nel New Jersey

 
donne e impresa
Bari, fatti a mano e zero sprechi: quando la moda è anche cultura

Bari, fatti a mano e zero sprechi: quando la moda è anche cultura

 
L'intervista
Luca Mazzone «Niente è impossibile. Io ne sono l'esempio»

Parla il campione paralimpico Luca Mazzone: «Niente è impossibile. Io ne sono l'esempio»

 
L'evento
La Puglia e le sue orecchiette sbarcano a New York: grande successo al Travel Show 2020

La Puglia e le sue orecchiette sbarcano a New York: grande successo al Travel Show 2020

 
C'è anche chi resta
Bari, la storia di Antonella «Io, fornaia come i miei nonni: vi racconto la mia scommessa»

Bari, la storia di Antonella «Io, fornaia come i miei nonni: vi racconto la mia scommessa»

 
L'idea
Bari, un tunnel di luminarie made in Puglia accoglie i turisti in aeroporto

Bari, un tunnel di luminarie made in Puglia accoglie i turisti in aeroporto

 

Il Biancorosso

23ma Giornata serie C
Bari in casa Reggina per riaprire la corsa al primato

Perrotta salva il Bari al Granillo: 1-1 in casa della Reggina. La diretta

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariIl caso
Bari, camionista elude additivo AdBlue con dispositivo illegale: fermato al porto

Bari, camionista elude additivo AdBlue con dispositivo illegale: fermato al porto

 
TarantoIl caso
Taranto, fiamme e fumo all'ex Ilva, i cittadini fanno esposto a Mittal contro emissioni

Taranto, fiamme e fumo all'ex Ilva, i cittadini fanno esposto a Mittal contro emissioni

 
MateraIl caso
Matera, hanno tentato di truffare una nonnina: in due agli arresti domiciliari

Matera, hanno tentato di truffare una nonnina: in due agli arresti domiciliari

 
PotenzaPost elezioni
Regionali in Calabria, governatore lucano Bardi: «Al Sud FI è la casa dei moderati»

Regionali in Calabria, governatore lucano Bardi: «Al Sud FI è la casa dei moderati»

 
LecceNel centro storico
Lecce, Ztl: parte la rivolta dei commercianti

Lecce, Ztl: parte la rivolta dei commercianti

 
BrindisiShoah
Giorno della Memoria, il messaggio di Liliana Segre a studenti di Fasano: «Siate vigili»

Giorno della Memoria, il messaggio di Liliana Segre a studenti di Fasano: «Siate vigili»

 
BatCultura
Andria, Castel del Monte nella top 30 dei monumenti più visitati d'Italia

Andria, Castel del Monte nella top 30 dei monumenti più visitati d'Italia

 

i più letti

cinema

«Sorry we missed you», ma il fattorino di Ken Loach suona una volta sola

Il film racconta una storia di lavoro e precarietà nell'era della Brexit

«Sorry we missed you», ma il fattorino di Ken Loach suona una volta sola

Se Io, Daniel Blake, Palma d’oro a Cannes nel 2016, poteva ricordare i tormenti dell’anziano Umberto D., questo nuovo film dell’inglese Ken Loach per certi versi echeggia Ladri di biciclette dello stesso Vittorio De Sica, in particolare nel rapporto padre-figlio. Come il precedente titolo di Loach, anche Sorry We Missed You è ambientato a Newcastle, ex capitale industriale e roccaforte operaia del carbone e dei cantieri navali, oggi nota piuttosto per la squadra di calcio e per il turismo sul Mare del Nord alla foce del Tyne che attraversa la città.

L’afflato neorealistico dell’ottantatreenne «Ken il Rosso» si perfeziona - e si scarnifica - con l’avanzare degli anni. Né l’età smorza lo spirito combattivo del regista, sempre dalla parte degli sfruttati. Il problema, caso mai, sta nel cercare di (far) comprendere cosa sia diventato il Lavoro al giorno d’oggi, ovvero come agiscano le trasformazioni della rivoluzione in atto per cui il capitale fa rima con il digitale.

Il protagonista di Sorry We Missed You si chiama Ricky (Kris Hitchen), ha superato i quarant’anni e al momento dell’assunzione in un’azienda per le consegne veloci dei pacchi, viene accolto dal pistolotto di un capetto orgoglioso della sua carognaggine: «Tu non sei un dipendente, ma un lavoratore autonomo, guadagni di più se produci di più». Naturalmente, le spese «professionali», a cominciare dal furgone necessario per il trasporto, saranno a carico del padre di famiglia in cerca di occupazione, a meno che non voglia pagare un esoso noleggio del mezzo. Ricky per comprare il furgone venderà l’automobile della moglie, che lavora da infermiera-badante di persone anziane, assistendole amorevolmente. La famiglia è completata dai due figli: un diciassettenne «ribelle senza causa», graffitaro, a caccia di grane fra i banchi e non solo, e un’undicenne tenera, pacata e sofferente per il disagio che cresce intorno a lei.

Infatti i tempi produttivi del papà sono infernali, i legami affettivi si logorano fin quasi a spezzarsi, e ciascuno dei personaggi è in preda a una sconfinata solitudine. È questa rassegnazione, questa infelicità senza desideri, questa esistenza governata dall’assurdo ritmo «chapliniano» dei... tempi postmoderni a essere nell’obiettivo di Loach e del suo sceneggiatore-sodale Paul Laverty. Non s’intravede un riscatto possibile all’orizzonte e non c’è in campo alcuna solidarietà di classe, tanto meno uno straccio di sindacato o di Labour Party a contrastare la deriva. «Peccato, non c’è nessuno in casa»... Sorry We Missed You, come recita il biglietto delle mancate consegne dei pacchi e delle consegne mancate dalla sinistra.

Perciò, anche lo spettatore politicizzato - blairiano renziano zingarettista o addirittura leghista - è pregato di non imputare a Loach il disastro dell’hard left di Jeremy Corbyn, di recente umiliato nelle urne britanniche dal conservatore Boris Johnson. Al contrario, il film è uno scandaglio politico e struggente delle ragioni ultime di quella sconfitta: l’incapacità di comprendere i bisogni dei lavoratori, tanto più nell’orizzonte antropologico della Brexit, che sublima la solitudine a sentimento nazionale/nazionalista.

Bravi gli attori di Loach che agiscono per sottrazione, lasciando il dubbio che il film sia un documentario, quale non è. Laconico e bellissimo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie