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Il caso

Incidente nel Mar Ionio sulla portaerei «Truman»

Incidente nel Mar Ionio sulla portaerei «Truman»

Un «caccia» giù dal ponte. Un ferito

11 Luglio 2022

Marisa Ingrosso

Incredibile incidente sulla portaerei a propulsione nucleare della Marina militare americana USS Harry S. Truman. Stando alla nota diffusa ieri dal Comando delle forze navali degli Stati Uniti in Europa ed Africa, con sede a Napoli, venerdì un caccia supersonico bimotore e multi-ruolo F/A-18 Super Hornet è, letteralmente, «saltato giù» dal ponte». La dinamica dell’accaduto è oggetto di «indagini» e viene esplicitato un collegamento con un non meglio precisato «inaspettato e violento evento meteorologico». Sempre durante il maltempo, un marinaio che era intento a svolgere i propri compiti «è rimasto ferito non gravemente». Le sue condizioni sarebbero stabili, non desterebbero preoccupazione e - comunica la Sesta Flotta - si prevede possa riprendersi perfettamente.

Come è noto, la portaerei americana, all’indomani dell’invasione della Russia ai danni dell’Ucraina, è stata ininterrottamente schierata nel Mediterraneo e più volte ha fatto la spola fra il Mar Adriatico (lo scorso aprile ha anche gettato l’ancora nel Golfo di Trieste consentendo a buona parte delle migliaia di membri del suo equipaggio di scendere a terra) e il Mar Ionio. Proprio nel Mar Ionio, stando ad alcune fonti qualificate, sarebbe accaduto questo incredibile incidente. L’aggettivo non è casuale perché è vero che gli Hornet sono aerei e, quindi, son fatti proprio per alzarsi in volo col minor sforzo possibile, però è anche vero che sul ponte della nave vengono ancorati con catene che, se in perfetto stato e ben assicurate, dovrebbero essere in grado di reggere ogni burrasca. E siccome le condizioni meteo in navigazione certo non hanno segreti per la «Truman» quell’«inaspettato e violento evento meteorologico» lascerebbe pensare a qualcosa di imponderabile, forse una tromba marina.

Malgrado il cattivo tempo, difficilmente le condizioni complessive avrebbero potuto essere proibitive, visto che gli eventi fin qui illustrati sono avvenuti durante una fase assai delicata, ovvero - come spiega il comunicato - mentre «la portaerei stava conducendo un rifornimento in mare». Trattandosi di una nave a propulsione nucleare classe Nimitz, che pare possa stare 20 anni senza sostituire il proprio combustibile, è evidente che l’operazione non era strettamente necessaria alla «Truman», bensì alle decine di velivoli imbarcati (pare siano 75) che, essi sì, hanno bisogno del «pieno» di carburante. Fonti qualificate spiegano che in questi casi una nave per il rifornimento viene letteralmente agganciata alla ammiraglia per riempirne i serbatoi. Un’operazione delicata che, per l’appunto, non dovrebbe potersi schedulare con condizioni meteo-marine proibitive. D’altro canto, se qualcosa di imprevisto dovesse accadere le procedure prevedono uno sgancio d’emergenza delle due imbarcazioni. Ed è proprio quello che si sarebbe verificato. Il «rifornimento in mare avvenuto durante il maltempo è stato interrotto in sicurezza», afferma la Us Navy.

La Sesta Flotta - riferisce il Comando di Napoli - ha comunicato che non ci sono dispersi, ma non ha chiarito né se vi fosse qualcuno a bordo del Super Hornet né se il caccia fosse stato recuperato o se fossero in corso le operazioni di recupero.

Per fugare ogni dubbio circa eventuali danni agli assetti militari, la nota si chiude con un didascalico: «USS Harry S. Truman e velivoli imbarcati sono pienamente operativi».

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