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L'idea di costituire una banca di prossimità barese risale all’indomani dello scioglimento della Cassa Rurale e Artigiana, fondata dagli artigiani baresi il 1939. Questa istituzione, che negli anni Cinquanta registrava una massa fiduciaria in progressiva crescita, nei primi anni Sessanta, a causa della galoppante trasformazione della società e dei processi di riassetto delle funzioni creditizie degli Istituti di Credito, ebbe un momento di instabilità tanto da essere repentinamente assorbita da altro Istituto di Credito.

Parte da quel momento la mobilitazione della categoria, fatta propria dall’Upsa-Confartigianato e dal suo indimenticabile presidente, on. Antonio Laforgia, di cui in questi giorni si ricorda la scomparsa, per ricostituire una nuova Banca cooperativa che colmasse il vuoto lasciato dalla disciolta Cassa Rurale ed Artigiana. L’ambizioso progetto nel suo lungo percorso incontrò favorevoli consensi da parte della categoria e delle istituzioni, ma anche moltissimi ostacoli da parte dell’autorità di vigilanza del credito e risparmio a motivo di leggi e vincoli operativi.

«Era 1970, ricordava l’on. Laforgia, all’epoca sindaco della città, quando il consiglio comunale di Bari, a voti unanimi auspicò che a Bari si potesse ricostituire nel più breve tempo possibile una Cassa Rurale ed Artigiana, cioè una presenza nell’ambito del sistema bancario capace di soddisfare le esigenze della realtà delle piccole e piccolissime imprese, della media impresa, del risparmiatore».

Andate deluse le istanze avanzate alla Banca d’Italia nel 1974 e 1977, anche la giunta della Camera Di Commercio di Bari, nel marzo 1978, nel far proprie le sollecitazioni di 7.227 imprese artigiane baresi, deliberava “di avanzare voti presso il Ministro del Tesoro e la Banca d’Italia... per la ricostituzione in Bari della Cassa Rurale ed Artigiana”.

Negli anni successivi (1980, 1981, 1983), a seguito di ulteriori istanze, l’Istituto di emissione opponeva perentori dinieghi. Si giunse al 30 ottobre 1985 quando il Comitato interministeriale del credito e risparmio, decise di porre fine alla moratoria della costituzione di nuove istituzioni creditizie. Vincolò, però, la costituzione di nuovi enti, al principio del “bisogno economico” e all’adozione di criteri più selettivi, quali il possesso dei requisiti oggettivi, l’adeguatezza dei fondi, la solvibilità e la liquidità, la professionalità dei dirigenti.

Le disposizioni riaccesero le speranze, mai sopite, dei dirigenti dell’UPSA Confartigianato e degli artigiani baresi. L’entusiastico coinvolgimento della categoria realizzò, alla fine del 1989, la raccolta di 1.573 firme e la sottoscrizione di un capitale pari a 3.146.000.000 di lire, in forza delle quali, il Comitato Promotore, nel febbraio 1990, presentò una nuova istanza alla Banca d’Italia chiedendo l’autorizzazione alla costituzione e al funzionamento dello sportello bancario. Il 21 luglio 1992, infatti, la Banca d’Italia concesse l’autorizzazione a perfezionare gli atti per la costituzione della Cassa Rurale ed Artigiana - BCC di Bari. Il 14.10.1992 il Comitato Promotore si costituì ufficialmente.

È il 1993. La recessione economica è una delle più gravi del dopoguerra. Nel breve giro di un anno ben 1.133 sottoscrittori si impegnano ad acquistare azioni per un importo di 3 miliardi e 210 milioni di lire, mentre il capitale versato raggiunse la considerevole somma di 3 miliardi, 94 milioni, 500 mila lire superando il limite minimo stabilito dalle norme bancarie dell'epoca. Il 20.11.1993 il notaio Maria Lanzillotta, con l’unanime approvazione dell’assemblea dei soci, stipulò l’Atto costitutivo e lo Statuto della nuova Cassa Rurale ed Artigiana di Bari. Preceduto da un lungo caloroso applauso, all’unanimità l’assemblea elesse Presidente del Consiglio di amministrazione l’on. Antonio Laforgia, artefice instancabile della trentennale battaglia.

Da allora sino ad oggi la Banca è cresciuta, elevando il suo patrimonio e la massa gestita a cifre considerevoli e aprendo ulteriori sedi a Bari e Modugno. Il suo spirito poggia sugli stessi principi e sulla passione per Bari che ha caratterizzato la sua storia, guardando al futuro con attenzione all'innovazione e immutata fermezza nei suoi valori fondanti.

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