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I migranti non lasciano
la scuola Bramante

Alcuni sono stati sistemati alla Caritas ma l'andirivieni è continuo

I migranti non lascianola scuola Bramante

DONATO MASTRANGELO

L’avvio delle operazioni propedeutiche alla demolizione del fabbricato, con la perimetrazione dell’area di cantiere da parte della ditta che dovrà eseguire l’intervento e la successiva costruzione del nuovo plesso della scuola di via Bramante, non ha fermato alcuni migranti che vi sostano anche nelle ore notturne. Il bivacco, evidentemente, continuerà ancora per qualche giorno in sprezzo alla totale assenza di condizioni igienico-sanitarie ed al rischio che implica di trovarsi all’interno di una struttura che era stata chiusa nell’agosto 2012 su ordinanza del Comune per problemi di staticità. Il via vai con buste della spesa e biciclette comincia sin dal mattino con accesso da una apertura laterale tra la chiesa e il campo di calcetto. Nei giorni scorsi l’Amministrazione Comunale ha predisposto tutti i passaggi, di concerto con i competenti organi istituzionali per sgomberare la vecchia scuola che era diventata nel frattempo dimora abituale di alcuni migranti.

La Caritas, come ci conferma la presidente Anna Maria Cammisa, si è fatta carico di ospitare cinque giovani nella struttura di accoglienza che si trova in via Cappuccini. In questo modo è stato possibile dare un tetto a queste persone che il più delle volte fuggono da guerre e carestie. Nonostante l’impegno delle istituzioni e delle associazioni di volontariato anche nella città dei Sassi cresce un fenomeno strisciante, che viaggia quasi sottotraccia con diversi soggetti dei quali non è dato conoscere lo status. Persone che vivono ai margini della società, nel limbo e che spesso possono fare affidamento soltanto sugli enti caritatevoli e le parrocchie per poter avere un pasto caldo oppure un letto per la notte.

Venerdì scorso i mezzi meccanici avevano cominciato ad abbattere le tompagnature poste al piano terra della scuola Bramante. L’impresa Sikelia che si è aggiudicata l’appalto per la ricostruzione della scuola, tuttavia, non solo dovrà operare i lavori di demolizione del fabbricato ma anche una corposa opera di sanificazione degli ambienti per garantire alle maestranze di agire in sicurezza. «I migranti - dice Piero Marano, tra i titolari della società Sikelia - si erano ricavati dei piccoli appartamenti nella scuola. Abbiamo trovato ogni genere di rifiuto e, dunque - dovremo necessariamente procedere alla sanificazione del sito che dovremmo cominciare lunedì dopodiché avvieremo l’intervento vero e proprio di demolizione che dovrà durare all’incirca un mese e mezzo. A gennaio saremo nelle condizioni di cominciare i lavori per costruire la nuova scuola».

Segue da vicino l’evoluzione della vicenda l’assessore alle Opere Pubbliche Michele Casino. «C’era da risolvere la questione dei migranti ai quali andava garantita una sistemazione, quindi nei prossimi giorni ci sarà l’intervento di sanificazione dentro la scuola per rimuovere anche masserizie e rifiuti vari e poi partirà la demolizione. Abbiamo perso una decina di giorni che, ovviamente verranno recuperati sulla tabella di marcia dei lavori di ricostruzione».

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