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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Progetto incompiuto

Matera, bike sharing fermo
per colpa di un software

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DONATO MASTRANGELO

Mentre ieri è partita da Alghero l’edizione numero 100 del Giro d’Italia il bike sharing, il servizio delle biciclette condivise resta ancora desolatamente al palo nella città dei Sassi. Installate le postazioni nell’area del perimetro urbano e con i mezzi a due ruote già in dotazione, quello che doveva essere uno dei tasselli della mobilità sostenibile resta, di fatto, un intervento incompiuto. Una vicenda che risale al 2013 quando l’Amministrazione comunale guidata da Salvatore Adduce lancio “Ma.mi.”, l’acronimo di Matera mobilità integrata, il progetto di mobilità urbana sostenibile che, attingendo dai Fondi Pisus / Fsc, prevedeva la realizzazione di percorsi ciclabili per circa 8 chilometri e di un sistema di bike sharing, per un totale di un milione di euro. Sette le stazioni da dislocare lungo il territorio cittadino che erano state individuate in via Aldo Moro, via Castello, nei pressi dell’area camper di Serra Rifusa (struttura ancora non completata, ndr), in via Saragat e nei parcheggi di via Lucana, piazza Cesare Firrao e via Fiorentini. Il servizio avrebbe potuto contare su 52 biciclette a pedalata assistita e ogni postazione su 12 biciclette con la apposite colonnine per la consegna ed il ritiro del mezzo.

Dell’intervento finalizzato ad incentivare uno degli assi strategici della mobilità dolce, da allora, rimangono gli stalli metallici, mentre solo poche biciclette sono state utilizzate da dagli agenti della Polizia Locale per il servizio di pattugliamento nei Sassi e nella zona del centro storico. La parte cospicua delle biciclette giace nei depositi in attesa, chissà, che le ruote possano finalmente saggiare l’asfalto materano.

Il problema di fondo è che l’intervento completato alla fine del 2015, è monco della sistema software necessario a gestire la mobilità delle biciclette. La vicenda si è trascinata a colpi di contenziosi, con l’attuale Amministrazione che sta cercando di uscire da un vero e proprio pantano. Senza tenere conto, inoltre, che tutta la documentazione relativa al progetto del bike sharing andava consegnata ai competenti organismi dell’Unione Europea entro lo scorso marzo.

«Abbiamo ereditato questa situazione - dichiara Valeriano Delicio, dovendo fare i conti con un software che appartiene ad un soggetto esterno al contratto sottoscritto. Ragion per cui non possiamo né obbligarlo al rilascio, nè tanto mene prevedere di riconoscere un pagamento extra. Al momento, purtroppo, non sono nelle condizioni di poter intervenire se prima non viene sbloccato il nodo del contenzioso. Soltanto allora - prosegue l’assessore Delicio - sarebbe possibile procedere mediante l’affidamento per l’acquisizione di un nuovo software e, dopo la fase del collaudo, immaginare un percorso che presumibilmente con un avviso pubblico individui il gestore per il servizio». Turisti e residente se ne devono fare una ragione: al momento pensare al bike sharing è come scalare la Cima Coppi nella corsa rosa.

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