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la strada maledetta

«La Bradanica
entro quest'anno»

Anas e Aleandri, incalzati da sindaco, Benedetto e sindacati, ora indicano questa data

di Emilio Salierno

MATERA - Non più a luglio, ma a dicembre prossimo. È la data indicata da Anas (committente) e impresa Aleandri (impresa esecutrice) per la consegna dell’ultimo tratto della statale Bradanica.

L’annuncio ieri in Comune, nel vertice voluto dai sindacati in cui si è fatto il punto sulla situazione dei lavori della strada. Così, nel solco dei balletti di date che hanno caratterizzato questa brutta vicenda oramai quarantennale, arriva un’altra rassicurazione - che si spera sia l’ultima e definitiva - sui tempi di ultimazione dei dodici chilometri di strada del lotto di La Martella.

Nel verbale che ha sancito l’esito del confronto in Municipio, il sindaco e l’assessore regionale Nicola Benedetto hanno voluto che si mettesse nero su bianco che “il tavolo tecnico che si terrà mercoledì a Roma nella sede dell’Anas con Aleandri, in cui verranno stabilite alcune varianti sul tracciato, non porteranno a variazioni su quanto stabilito relativamente alla data di consegna del cantiere, cioè dicembre 2017”. Ed entro quindici giorni, hanno preteso Raffaello de Ruggieri e Benedetto, “l’Anas dovrà far pervenire il cronoprogramma che sancisce tale garanzia”.

Il sindaco non è stato tenero nei confronti dell’Anas, presente con l’ing. Castro e il direttore dei lavori, e come dargli torto. C’è un territorio che preme e che non ne può più dei ritardi per il completamento dell’opera. Castro è stato il giusto parafulmine degli strali del primo cittadino, che sfoderando un documento del 1973 in cui si parla di consegna “entro breve tempo” della strada, ha fatto arrossire l’ingegnere che non poteva altro che essere l’imputato indifendibile del “processo”.

De Ruggieri, che ha parlato di vicenda kafkiana e di Araba Fenice, ha detto che questa vergognosa storia della Bradanica deve finire. «Siamo stanchi di aspettare, vogliamo date certe per la consegna, e le vogliamo ora». Presenti in Comune la Cgil, la Cisl e la Uil, oltre ai lavoratori licenziati (nove in tutto, c’è purtroppo la conferma dell’interruzione del rapporto contrattuale), alcuni assessori comunali.

Anche Benedetto non ha usato mezzi termini e l’ingegnere della Regione che lo accompagnava ha riferito che siamo di fronte ad una «situazione contrattuale tra Anas e Aleandri molto grave. L’impresa è in penale per la mancata ultimazione della strada e quindi, ed è davvero surreale, può in questo modo finire quando vuole. Se non si arriva ad una veloce conclusione, diffideremo l’Anas e ci rivolgeremo all’Anac e ad altri organismi preposti». Paventata, in questi termini, anche una rescissione contrattuale, che sarebbe il colpo finale del disastro.

Ma sono da prendere seriamente le ennesime garanzie fornite ieri dall’Anas e da Aleandri? I sindacati hanno fatto presente che il cantiere è, di fatto, fermo (e certo non per l’ultima protesta dei lavoratori) e per quello che si vede affacciandosi sul tracciato della nuova strada c’è tanto ancora da fare, tirando in ballo il tratto di Aia del cavallo e i problemi di stabilità del viadotto di Santo Stefano. Si potranno finire i lavori, tra l’altro, con un gruppo sparuto di operai di aziende in subappalto? E mentre Anas e Aleandri continuavano a ripetere di potercela fare, in sala, gli operai presenti, scuotevano la testa facendo capire che sarà difficile, se non impossibile.

Castro, dell’Anas, ha detto che l’eventuale rescissione del contratto con Aleandri sarebbe una sciagura (come se non lo fosse tutto quello che in questi 40 anni è già successo), confermando che la strada sarà completata e che bisogna definire solo alcuni aspetti tecnici e contrattuali (mercoledì a Roma, appunto, tra cui lo svincolo sulla strada provinciale 7).

«Pretendiamo la data precisa!», ha sbottato l’assessore regionale Benedetto. E Castro ha risposto che invierà ad Aleandri un ordine di servizio per ottenere una dettagliata relazione sui lavori e sul personale da impiegare.

Sino ad oggi gli interventi hanno raggiunto un avanzamento pari al 75%. Bisogna ancora realizzare opere nel tratto terminale dell’asse principale del lotto di La Martella e poi quelle impiantistiche, idrauliche, la pavimentazione, l’installazione delle barriere di sicurezza e fonoassorbenti.

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