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In Puglia e Basilicata

La storia

Matera: Giusy nella sua bottega trasforma l’oro in lucanità

Matera: Giusy nella sua bottega trasforma l’oro in lucanità

Giusy Simeone

La silenziosa resistenza dei piccoli «salotti» dell'artigianato nella città più cosmopolita del Sud

05 Agosto 2022

Carmela Cosentino

MATERA - Dal pendente discreto all’anello più ricercato. Il gioiello è da sempre un accessorio che affascina, un modo per esprimere la propria personalità, monili che permettono a chi li indossa di distinguersi dalla massa, siano essi realizzati con tecniche tradizionali, ricercate o innovative. È indubbio che nel tempo il gioiello abbia mutato il suo aspetto, portando il mondo dell’arte orafa a dare sempre più importanza al design e alle forme sempre più stilizzate. Gli orafi sono diventati artisti che nelle proprie creazioni portano un mondo interiore difficilmente riproducibile in serie. Stile personale, linguaggio contemporaneo, cura delle forme e dei dettagli, contraddistinguono i lavori di donne-orafe, gioielliere, che da anni operano nella città dei Sassi, distinguendosi per l’originalità e l’unicità dei pezzi che realizzano e per i materiali che impreziosiscono le loro opere. E così scendendo le scalette che da Vico Fornaci conducono in via Lucana, colpisce la vetrina dell’ antica bottega orafa di Simeone in cui sono esposti raffinati gioielli frutto di una sapiente combinazione di arte e tradizione. Pezzi unici, finemente lavorati a mano, ricercati, impreziositi da brillanti e pietre naturali ma dallo stile contemporaneo. A idearli è Giusy, figlia di Giorgio Simeone il primo orafo della città dei Sassi, maestro di numerosi gioiellieri che si sono formati in questa bottega e che in seguito hanno aperto una propria attività.

Anche Giusy ha appreso le tecniche di base dal padre, diventando la prima orafa di Matera. Formatasi al Liceo Artistico Carlo Levi, dopo il diploma ha scelto di imparare un’arte tanto antica quanto complessa, che richiede competenze, conoscenza dei metalli e delle pietre, ma anche spiccate doti artistiche. I gioielli di Giusy nascono infatti da queste combinazioni, basta osservare il bracciale in argento a piastre martellate, gli abbracci sempre in argento, l’anello con smeraldo e brillanti interamente realizzato a mano con motivi in stile barocco, ed ancora orecchini e ciondoli in argento con l’immagine dei Sassi, o con le emoticon, o con il calendario azteco e il vegvisir (da veg: guida, bussola), in oro e argento, che ha lo scopo di guidare il portatore e difenderlo dagli ostacoli che si presentano lungo il cammino, indicandogli la strada per uscire da situazioni difficili, fu usato Vichinghi sulle navi per non perdere la rotta. Fonti di ispirazione per l’orafa materana sono le riviste, la televisione, i social network, i libri, le letture e il cinema. Il film di Mel Gibson The Passion ha portato alla realizzazione dei chiodi di Cristo in argento, trasformati in ciondoli, bracciali e in orecchini. Idee, che poi vengono rimodulate per offrire ai clienti un oggetto unico nel suo genere, originali e alla moda.

Quella di Giusy dunque è una passione per i gioielli che l’artista coltiva sin da piccola, incuriosita dalla grande maestria del padre nel lavorare i metalli e realizzare piccoli oggetti d’arte, e che in seguito ha voluto approfondire, prima con gli studi e poi con la pratica in bottega subito dopo il liceo, a 18 anni. «Sono 32 anni che faccio questo mestiere- racconta l’orafa alla Gazzetta- quando ho iniziato non pensavo che ce l’avrei fatta, mi sembrava qualcosa di impossibile. Poi la pratica, lo studio e soprattutto la costanza mi hanno fatto raggiungere ottimi risultati anche se non si finisce mai di imparare». Giusy racconta la sua storia mentre è seduta sulla sua postazione di lavoro, intenta a realizzare un bracciale, l’ultimo di una lunga serie di creazioni che nascono da un’intuizione messa su carta, e che poi si materializza in oggetti sapientemente intagliati, intrecciati, graffiati e minuziosamente assemblati. Non solo i metalli, ma anche le pietre vengono scelte accuratamente per creare il perfetto equilibrio tra materia e natura, tra forma e significato intrinseco dell’oggetto. Nulla è lasciato al caso, ma tutto è ricercato, voluto, pensato, per offrire ai clienti un pezzo di valore, esteticamente seducente. Ne sono un esempio i crocifissi in oro che l’orafa propone in forma stilizzata, distanziandosi così dalla tradizione, o i bracciali e gli orecchini in argento realizzati con la tecnica della lavorazione graffiata, rigorosamente fatta a mano.

«È un lavoro che richiede pazienza e meticolosità - sottolinea- passo tante ore in laboratorio a realizzare le mie idee e ogni giorno me ne vengono in mente altre, perché è un lavoro che unisce creatività e manualità». Giusy insieme con il padre ha organizzato anche diverse mostre dei suoi gioielli, presentati a Roma, a Bologna, a Matera nelle sale di Palazzo dell’ Annunziata e del Museo Domenico Ridola e negli ipogei di piazza San Francesco d’Assisi. Tra i lavori la realizzazione su commissione della riproduzione della corona di San Venceslao di Boemia, uno dei gioielli più preziosi al mondo. «Per realizzarla ci sono voluti circa due mesi di lavoro - dice Giusy- abbiamo seguito minuziosamente la fotografia e alla fine siamo riusciti a riprodurre un monile realizzato in argento, quarzi e applicazioni di perle, gelosamente custodito dai devoti in una teca». Un esempio di come anche una riproduzione nelle mani di orafi sapienti, riesce a diventare un prezioso oggetto di arte.

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