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Archeologia, da giugno riprendono cantieri Scuola Unibas nel Metapontino

Archeologia, da giugno riprendono cantieri Scuola Unibas nel Metapontino

In occasione della inaugurazione del nuovo anno accademico, è stato annunciato che le attività con gli studenti si svolgeranno negli stessi luoghi del 2021

12 Maggio 2022

Redazione online

MATERA - Riprenderanno nel prossimo mese di giugno la campagna di scavo della Scuola di specializzazione dei Beni archeologici dell’Università degli studi della Basilicata. Lo ha annunciato oggi la direttrice della scuola, Francesca Sogliani, in occasione della inaugurazione del nuovo anno accademico, presentando un bilancio delle attività svolte da giugno a ottobre 2021.

Allievi e docenti riprenderanno gli studi e scavi nelle stesse aree di intervento dello scorso anno. Riguardano, sulla costa jonica, lo scavo del Castrum Metaponto e le ricerche nella basilica paleocristiana e nel battistero poco distante, in varie zone del territorio dell’antica colonia, tra i fiumi Agri e Sinni, all’interno dei territori comunali di Tursi e Policoro (Matera).
La campagna di scavo riguarderà anche Ferrandina (Matera), con il progetto «FArch-Ferrandina Archeologica» che ha individuato e messo in luce un’importante necropoli indigena del VII secolo a.C., Grumentum con le indagini presso la chiesa di S. Maria Assunta, una delle tre chiese paleocristiane di V-VII sec. della città tardoantica, grazie alle quali è stato possibile datare tra fine XIX e inizi XV secolo un grande incendio che ha devastato tutto l’insediamento. Poi scavi saranno effettuati anche nel comprensorio di Melfi (Potenza) per ricostruire il percorso della Via Appia, Regina Viarum, tra l'Ofanto e Melfi, attraverso la realizzazione di una «Carta Archeologica».

Lo scorso anno, inoltre, sono continuate le ricerche in Grecia grazie ad un Protocollo d’Intesa tra la Scuola di Specializzazione-Dicem e la Eforeia (Soprintendenza) alle Antichità greca di Preveza. Le indagini riguardano la città antica di Kastrì-Pandosia, vicina alla costa ionica dell’Epiro, lungo il corso del fiume Acheronte, ubicata su una collina emergente racchiusa in una imponente cinta muraria in opera poligonale, frequentata in antico tra III e II sec. a.C. e rioccupata in età medievale del XII sec.

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