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Basilicata, ricorso al Tar contro la zona rossa: l'iniziativa di un gruppo di avvocati. L'appello a Speranza

E i sindaci lucani chiedono un incontro al ministro Speranza e al presidente Bardi

Basilicata, ricorso al Tar contro la zona rossa: l'iniziativa di un gruppo di avvocati

Foto Genovese

POTENZA - Primo giorno di «zona rossa» in Basilicata. È cominciato ieri il lockdown per i lucani, in seguito all’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base de dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità e dalla cabina di regia che vedono la Basilicata con il più alto indice di contagio (Rt) d’Italia: 1,51 che è di molto superiore all’1, 03 della precedente settimana. La «zona rossa» prevede una serie di restrizioni a cominciare dalla chiusura dei negozi con la sola apertura di esercizi di nei quali si vendono beni di prima necessità, a cominciare dagli alimentari e dalle farmacie. Intensificati i controlli in tutta la regione per far rispettare le misure previste dall’ordinanza. Poche le persone in giro. Tutte devono essere munite di autocertificazione. Chiuse anche le scuole su ordinanza del presidente della Regione, Vito Bardi, che ha esteso la sospensione dell’attività a tutti gli istituti di ogni ordine e grado a cominciare dalla scuole elementari, fatta eccezione per le scuole materne. I sindacati, in particolare Cgil e Uil, hanno chiesto, visto che i contagi riguardano anche i giovanissimi, la chiusura anche delle scuole dell’infanzia «perché – evidenziano i sindacati - i bambini e le bambine di questa fascia d’età vanno a scuola senza mascherine». La sospensione dell’attività in presenze prevede la didattica a distanza al cento per cento, ma anche questo ha determinato delle polemiche come quella sollevata dall’associazione «Aria Silvana» che sostiene che in diverse contrade di Potenza non c’è una connessione tale da poter permettere agli studenti di collegarsi con i propri docenti. Per ora, la «zona rossa» rimarrà in vigore, per quindici giorni, fino alla metà di marzo e rientra per questa prima settimana nelle norme dettate dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri in vigore fino al 5 marzo. Dal 6 marzo, col primo decreto del governo Draghi, le norme potrebbero diventare ancora più severe. Numerose le proteste contro l’istituzione della «zona rossa» anche perché diversi amministratori sostengono che vanno rivisti i parametri e che non ci si può bassare solo sull’Rt per poter decretare il passaggio immediato dalla zona gialla a quella rossa come è accaduto, determinando perplessità nelle comunità della regione. Non a caso cresce il fronte del «no»: sono una trentina i sindaci che hanno scritto al ministro della Salute, Speranza, e al presidente, Bardi, chiedendo la revoca della ‘zona rossa’ perché – sostengono - se ci sono dei focolai possono essere circoscritti attraverso micro zone rosse come è accaduto in altre regioni senza intaccare l mappa che ha visto la Basilicata per diverse settimane tra le regioni gialle. Inoltre, dieci avvocati hanno presentato un ricorso al Tar contro il ministero della Salute e la Regione Basilicata sostenendo l’illegittimità della decisione per eccesso di potere, illogicità manifesta, difetto di motivazione, carenza istruttoria disparità di trattamento, ma anche sproporzione e quella che ritengono essere un’ operazione di ingiustizia manifesta.

L'APPELLO DELL'ANCI A SPERANZA - Sarebbe necessario «nell’immediato un provvedimento meglio calibrato in relazione alla effettiva situazione pandemica della Basilicata: è la richiesta che il direttivo lucano dell’Anci ha fatto al Ministro della Salute, Roberto Speranza.
La Basilicata è «zona rossa» da ieri ma il provvedimento ha suscitato numerose critiche, in particolare da parte dei sindaci lucani. L’Anci, in una documento, ha detto di «condividere» le preoccupazioni dei sindaci e di sostenere la loro richiesta di "una modifica del provvedimento».
Secondo l’Associazione nazionale comuni italiana, infatti, la «zona rossa» per la Basilicata è stata decisa nonostante non fosse «supportata da dati epidemiologici che giustificassero una così severa decisione». L’Anci, infine, ha criticato la giunta regionale lucana e il presidente, Vito Bardi. Dopo aver sottolineato l’"incapacità del sistema sanitario regionale di tenere sotto controllo la situazione», ha ricordato che la giunta regionale non ha accolto le proposte dell’associazione dei Comuni, giudicandole invece «come frutto di pregiudizi politici, rinunciando a realizzare un vero coordinamento dell’azione di contrasto al covid». 

LE PAROLE DI GUARENTE -  Il sindaco di Potenza, Mario Guarente (Lega), ha chiesto al Ministro della Salute, Roberto Speranza, di revocare la «zona rossa» per la Basilicata - in vigore da ieri - per istituirla «comune per come, in base ai contagi registrati». Guarente, che ha inviato oggi al Ministro una lettera annunciata nei giorni scorsi, ha definito la decisione di «chiudere» la Basilicata «eccessiva e nuovamente penalizzante per le attività economiche ed imprenditoriali».
Il sindaco di Potenza ha spiegato che l’aumento dell’indice Rt è stato causato dalla crescita dei contagi «soprattutto nelle scuole (circa il 30 per cento) e nelle abitazioni private, a causa di comportamenti non corretti». Per quanto riguarda proprio Potenza, Guarente la chiesto al Ministro della Salute di "immaginare l’apertura serale dei ristoranti e di consentire la riapertura delle palestre, almeno per le lezioni individuali».

LA REPLICA DI BARDI -  «La Regione Basilicata si è opposta alla 'zona rossa', non ritenendo adeguato il provvedimento al reale contesto lucano": così il presidente della Regione, Vito Bardi, ha replicato all’Anci, che oggi aveva criticato l’atteggiamento della Regione sul provvedimento che ha fatto scattare la «zona rossa» lucana da ieri.
«La Regione Basilicata - ha spiegato Bardi -. non ha promosso iniziative che andassero nella direzione della zona rossa né ha avallato in qualche modo la decisione finale». Inoltre, Bardi ha ricordato di aver chiesto più volte, insieme ai suoi colleghi di altre Regioni, la «revisione dei parametri» che portano alla "colorazione» dei territori. Infine, Bardi ha definito «falsa e speciosa» la polemica dell’Anci sul piano vaccinale e ha annunciato un incontro con l’associazione e i sindaci dei 131 comuni lucani per venerdì prossimo. 

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