Venerdì 24 Settembre 2021 | 06:11

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

VANDALISMO

Matera, sculture sfregiate: non c’è pace per «Anna» e «Caterina»

Vandali in azione contro le opere dell’artista romana Margherita Grasselli

Matera, sfregiate: non c’è pace per «Anna» e «Caterina»

Non c’è pace per «Anna» le «Caterina», le sculture dell’artista romana Margherita Grasselli esposte, sulle terrazze del Residence San Gennaro, nel Sasso Barisano. Lo scorso 5 luglio il primo atto vandalico, il 10 agosto, il nuovo sfregio.
«Si può spegnere la bellezza?» Se lo chiede il giornalista Andrea Ferraretto, che si occupa di turismo lento e ambiente per La Stampa Tuttogreen. Ecco la sua risposta.

«Qualche giorno fa arriva la notizia, da Matera, del ripetuto danneggiamento delle sculture collocate tra i Sassi, per immaginare un contatto tra arte e bellezza, per cogliere il senso più profondo che genera ispirazione e alimenta la ricerca di serenità.

Null’altro se non il tentativo di accostare la forma delicata delle piccole bambine create da Margherita Grasselli lavorando l’argilla al silenzio dei paesaggi dei Sassi di Matera: un’occasione per fermarsi e lasciar correre le idee osservando quelle figure senza volto ma colme di sensibilità e di dolcezza.

Forse è inutile cercare i motivi che portano qualcuno a compiere un gesto simile. Distruggere qualcosa ha sempre, con sé, l’idea di togliere, eliminare, spegnere, rinunciando a considerare quanto sia importante curare e custodire, preservare e restituire.

La bellezza ferita delle sculture tra i Sassi è una delle immagini che ricorderemo di questa strana estate, che non ci ha riportato là dove eravamo rimasti perché nel frattempo il mondo è cambiato e sarà difficile ritrovare ciò a cui eravamo abituati.

Rompere una scultura è come voler ferire il mondo in cui viviamo, sottraendo bellezza e speranza in un futuro migliore. Appiccare il fuoco a un bosco, inquinare il mare e i fiumi, sfregiare un’opera d’arte: è la reazione violenta di chi non vuole credere a un’idea di condivisione della natura e della creatività, per farci restare inermi di fronte alla distruzione e alla rovina.

Un bosco ricrescerà dopo l’incendio ma serviranno anni per tornare a respirare sotto ai rami. È così anche con le sculture di Margherita Grasselli: servirà nuova argilla da plasmare per restituire la bellezza di quelle forme e ritrovare la gioia di immaginare accanto a loro.

Eppure sarà così, nonostante la forza debole di chi crede di poter spegnere la bellezza».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie