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Metaponto, nel degrado il complesso scultoreo di Apollo e Dafne

L’artista Gaetano Russo annuncia flash mob e altre manifestazioni di protesta

Metaponto, nel degrado il complesso scultoreo di Apollo e Dafne

METAPONTO - Un flash mob con decine di artisti provenienti da ogni angolo d’Italia e forse d’Europa. Per difendere il patrimonio artistico cittadino dal degrado e dall’incuria in cui versa, spesso per carenza di risorse economiche, più che per disattenzione amministrativa. È ciò che potrebbe accadere a Bernalda e Metaponto tra non molto, all’indomani del grido di dolore, con cui l’artista Gaetano Russo ha denunciato lo stato di abbandono, a dir poco imbarazzante, del suo imponente complesso scultoreo, realizzato nel piazzale ferroviario antistante lo Scalo di Metaponto. A meno di un anno e mezzo dal restyling dell’opera, riqualificata con tanto di fontana e di illuminazione notturna. Poi, improvvisamente il buio, con l’impianto idrico in tilt e l’opera assediata da erbacce e ogni tipo di rifiuto. «Dopo l’iniziale chiusura – afferma Russo – l’Amministrazione comunale ha deciso finalmente di incontrarmi con il presidente del Consiglio comunale Saverio Sarubbo, che ha preso atto del degrado, pur invitandomi a pazientare, vista la carenza di fondi che non permette all’Ente locale di intervenire. Mentre prosegue l’azione indegna e volgare di abbandono. Nonostante da più parti sia stata lanciata la possibilità di intervenire dal basso, in maniera collettiva, attraverso il “crowdfunding». La segnalazione dello stato comatoso in cui versava la mia opera “Apollo e Dafne”, mi era stata segnalata da alcuni amici del nord che, di passaggio da Metaponto si erano recati a visionare la scultura, trovandola in totale stato di abbandono. In precedenza era stata un’associazione di cittadini volontari a liberarla dalle erbacce infestanti. Poi, dopo la mia protesta decisa, ma necessaria, anche a mezzo stampa e social, si è scatenata la “solidarietà della bellezza”, con almeno un centinaio di operatori culturali pronti a invadere Metaponto per un’azione di protesta pacifica. Non sarà una manifestazione per sostenere me, bensì un patrimonio artistico che é di tutti. Continuerò a chiedere – conclude Russo, che è anche docente in varie Accedemie dI Belle Arti italiane – la riattivazione della fontana, affinché la sua vasca non resti secca, né sia trasformata in una vergognosa discarica a cielo aperto. Dopo l’intervento strutturale, se ci sarà, io stesso prenderò l’impegno di manutenerla”. Nel frattempo, però, è l’ora della protesta, anche con leventuale e plateale “copertura delle statue avvolte in un telo pietoso”.

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