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L'EROSIONE

Metaponto, il maltempo taglia la spiaggia: lidi in ginocchio

Dopo il Covid altra tegola per il turismo. Gli operatori invocano interventi strutturali dalla Regione per mitigare la furia dell’acqua

Metaponto, il maltempo taglia la spiaggia

Metaponto - La spiaggia sconvolta da nuove mareggiate nel pomeriggio e nella notte di lunedì. Uno dei lidi che aveva già ridotte a quattro le file di ombrelloni se ne ritrova la metà. Affiora lo sconforto nelle reazioni degli imprenditori balneari per i danni arrecati in piena stagione estiva e in un panorama di difficoltà legate all’emergenza Covid.

«Dopo la realizzazione delle barriere soffolte – sottolinea Marcello Plati, del Lido Katy – non c’è stata nessuna manutenzione delle barriere, per cui la forza del mare le ha fatte lentamente sprofondare nello strato argilloso del fondale marino, facendo diminuire la loro efficace nella mitigazione delle mareggiate». E aggiunge che anche i varchi tra le barriere sono al momento molto larghi. «Alcuni li hanno misurati ed hanno riscontrato che in alcuni punti la distanza non è più dei 75 metri originari, bensì di 115 metri». Varchi più ampi significano danni di maggiore entità. Per il co-titolare del Lido Blumen Bad, Vincenzo Gnoni, l’erosione appena registrata è dovuta anche alla fase di luna piena, che ne ha potenziato gli effetti. «Ciò ha creato problemi soprattutto a quei colleghi che erano stati già colpiti dalle mareggiate precedenti, perché ha eroso gli ultimi metri di spiaggia che rimanevano. Nel mio caso il danno è stato lieve. Per quanto riguarda le barriere attualmente in funzione, io credo che siano state realizzate troppo vicine alla battigia, ovvero a 140 metri, forse per risparmiare risorse economiche. Io ricordo che negli studi dell’Università di Basilicata le barriere soffolte erano state progettate a 240 metri dalla battigia, che era la distanza giusta per mitigare notevolmente la forza delle onde al massimo della loro azione dirompente. E poi aggiungiamo pure che sono sprofondate di circa un metro».

La situazione dell’Ermitage era quella più compromessa, mentre adesso è totalmente degenerata. «I miei clienti, dice sconsolato Francesco Fuggiano, titolare dello stabilimento balneare, hanno dovuto lasciare la spiaggia perché sommersa dalle acque. Ora chiediamo alle istituzioni se in seguito a queste situazioni di calamità naturali, quale una mareggiata in piena estate, si possa provvedere a ristorare i danni con la creazione di un apposito fondo di risarcimento delle perdite subite».
Si consola Francesco Benedetto, del lido dei Gabbiani. «La mareggiata è stata di piccola intensità e di breve durata con onde alte 50-60 centimetri, che hanno causato lievi danni. L’unico problema è che abbiamo dovuto togliere la prima fila, che per noi rappresenta un danno discreto. Il problema è che le spiagge sono ridotte a causa di tutte le mareggiate precedenti, soprattutto quella del 12 novembre scorso, per cui è sufficiente un “maretto” di lieve entità per farci andare in crisi. Certamente il mio pensiero va anche ai miei colleghi più sfortunati ed in condizioni disagiate. Purtroppo – aggiunge Benedetto – il problema erosione c’è ed io invito i nostri amministratori, soprattutto quelli regionali, ad attivarsi immediatamente, senza aspettare ottobre o novembre, perché ci vuole poco per arrivare a marzo. E questo sarebbe una vera e propria sciagura. Chiedo al presidente Vito Bardi ed al nuovo commissario delegato per la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, Domenico Tripaldi, di agire urgentemente, con forte volontà e grande determinazione, perché il problema va risolto una volta per tutte e noi titolari di stabilimenti balneari vogliamo capire se abbiamo un futuro».

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