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Lungomare senza vita, sere vuote a Metaponto

Le richieste degli imprenditori balneari al Comune di Bernalda balneari. Il sindaco incassa l’invito ma dice: «Tocca anche ai privati organizzare eventi pubblici»

Lungomare senza vita, sere vuote a Metaponto

METAPONTO - Ridare vita al lungomare, specie di sera, visto che durante il giorno, nonostante l’emergenza Covid, è abbastanza frequentato, con punte di decine di migliaia di turisti nei fine settimana. Gli imprenditori del mare, però, continuano a chiedere un maggiore impulso. «Metaponto – ha affermato Franco Bia – rappresenta il cuore pulsante dell’economia bernaldese. E anche per questo il lungomare non può diventare una desolazione serale e notturna». Si cerca, però, una collaborazione, ma soprattutto un’intesa maggiore con l’amministrazione comunale. «I servizi di raccolta rifiuti e illuminazione funzionano benissimo e sono stati ottimizzati - riprende Bia - . Purtroppo a Metaponto manca la vita estiva notturna e in una località turistica vuol dire il nulla». Per la verità le iniziative di intrattenimento ci sono, ma si svolgono all’interno delle “strutture chiuse” (campeggi e villaggi turistici). L’amministrazione, tuttavia, attraverso il sindaco Domenico Tataranno, ricorda agli imprenditori che «le iniziative pubbliche all’aperto vanno commissionate e organizzate non solo dall’ente locale, ma anche e soprattutto dai privati, come avviene altrove». Bia ribatte, sottolineando che «nel passato, specie negli anni Ottanta-Novanta, si è data poca importanza al centro balneare di Metaponto, favorendo, invece, le attività al chiuso». Quanto alla struttura urbanistica del lido, andrebbe totalmente rivista. «Bisognerebbe individuare tre zone - rileva Bia - . Spiaggia, lungomare ed entroterra, che va dal villaggio del lido al borgo residenziale. Purtroppo il Piano particolareggiato di Metaponto è fermo da un trentennio ed oltre. E ciò ha provocato abbandono, degrado e passi indietro rispetto ad altre località, anche limitrofe. Ne sono un esempio le case abbandonate e inutilizzabili di proprietà della Provincia che, invece, abbattute e trasformate in strutture ricettive di vario genere, richiamerebbero nuovi turisti stanziali. Senza contare il problema erosivo dilagante». Il sindaco Tataranno ha rintuzzato le critiche, affermando che «secondo gli studi dell’Apt, Metaponto, con 450 mila presenze annue è seconda in Basilicata solo a Nova Siri, (dove il numero maggiore è dovuto alla presenza di molti villaggi turistici n.d.r.). Quanto alla aariante urbanistica è stata da noi già redatta, ma è ferma in Regione Basilicata, in attesa delle necessarie approvazioni da parte dell’Ufficio Geologico, essendo il nostro territorio, purtroppo, molto fragile dal punto di vista del rischio. Quanto alle aree che un tempo erano demaniali e quindi bloccate, le abbiamo sdemanializzate in meno di un quinquennio di amministrazione. Ora cercheremo di trasformarle e renderle appetibili a possibili investitori. Inoltre – ha proseguito Tataranno – la Bandiera Blu è stato il frutto di una programmazione lunga e difficile, che ci ha permesso, dal 2018, di poterla riavere, ricandidandoci con le dovute credenziali. Il vessillo permette, se non altro, di livellarci verso l’alto, richiamando le scelte dei villeggianti, specie stranieri. Le cifre ci danno ragione. A ogni fine settimana di luglio - ha concluso soddisfatto il sindaco - a Metaponto sono giunti circa 100 mila bagnanti».

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