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Scanzano, raccolte 10mila firma per stop ad attività petrolifere

Le ha raccolte l’associazione ScanZiamo le Scorie secondo cui le estrazioni petrolifere in Basilicata stanno compromettendo la salute, il territorio e le economie locali

Scanzano, raccolte 10mila firma per stop ad attività petrolifere

SCANZANO JONICO - Oltre 10 mila firme per chiedere alle istituzioni di intraprendere una moratoria di chiusura delle attività estrattive in Basilicata e di adottare una strategia di uscita dalle fossili.

Le ha raccolte l’associazione ScanZiamo le Scorie attraverso la piattaforma Change.org a conferma che «i lucani sono consapevoli che le estrazioni petrolifere in Basilicata stanno compromettendo la salute, il territorio e le economie locali. In particolare in questi giorni di emergenza Covid, nei quali la riduzione del prezzo del petrolio ha ridotto all’osso le già misere royalties che le compagnie petrolifere riconoscono alla Basilicata», ha dichiarato Pasquale Stigliani, portavoce dell’associazione.

Che ha aggiunto: «Mentre gran parte della Penisola nei giorni di lockdown, pur nel dramma del momento, ha potuto ammirare immagini della natura che si è riappropriata dei suoi spazi, in Basilicata nel silenzio generale vediamo sempre le stesse istantanee: fiammate dai centri oli nel quale il greggio viene lavorato e morie di pesci. Il tutto senza alcun riscontro da parte delle istituzioni e degli organi di controllo. L’osservatorio e le attività di monitoraggio che devono garantire la trasparenza su queste attività al momento non sono ancora funzionali», ha altresì spiegato Stigliani.

 «Alla già drammatica situazione si aggiungono le conseguenze che, verosimilmente, deriveranno dalla modifica in corso al quadro regolatorio in materia di radioattività, il quale sembra comportare una riduzione della protezione della popolazione e, conseguentemente, un aumento dei rischi che minano la salute pubblica, sì da favorire, in particolare, le attività coinvolte con la radioattività, come quelle petrolifere. Per questo abbiamo scritto al ministro della Salute, Roberto Speranza, e ai parlamentari lucani.

Non ci rassegneremo – ha concluso il portavoce di ScanZiamo le Scorie – a maggior ragione in questo periodo di profonda crisi per il nostro Paese, al petrolio che genera solo sviluppo distorto senza creare ricchezza per le imprese locali. Siamo coscienti che le compagnie petrolifere stanno sfruttando il creato della nostra terra solamente per fare profitti. Sfruttano il capitale naturale della Basilicata, compromettono l’utilizzo dell’acqua e di altre preziose risorse del territorio, fondamentali per tutelare la salute, l’ambiente e per sostenere la crescita e il progresso dell’economie locali del settore turistico, e agricolo e culturale».

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