E’ un grido d’allarme, quello contenuto nella lettera aperta dei familiari di Silvana Signorile Rizzo, conosciuta da tutti come Sissy, la 13enne di Pisticci nata con una paralisi cerebrale infantile spastica bilaterale, aggravata da scoliosi neurologica rapidamente evolutiva.
Sissy ha anche una ipoacusia neurosensoriale bilaterale profonda, che l’ha costretta a installare un impianto cocleare nel 2014, ad appena un anno di vita, manifestando una disabilità intellettiva grave e problemi a deglutire. Mangia solo cibi liquidi e beve usando acqua gel; pesa 25 chilogrammi ed ha già subìto tre interventi chirurgici. In questi giorni si è rivolta a Cittadinanzattiva-Tribunale dei diritti del malato (Tdm), per chiedere di effettuare rapidamente una risonanza magnetica, preferibilmente a Matera, propedeutica all’ennesimo intervento chirurgico necessario da effettuare in un centro specializzato. Da novembre scorso, l’esame diagnostico è stato rinviato al 25 febbraio 2026; ma anche questa volta è saltato per impedimenti tecnici, essendo necessaria la sedazione profonda della paziente con un quadro clinico complesso.
Nei mesi scorsi, Sissy è stata visitata più volte a Taranto, a pagamento, e il 2 luglio 2025 è stata al «Niguarda» di Milano per un percorso chirurgico urgente di stabilizzazione spino-pelvica, ma il pre-ricovero previsto è a stato poi annullato. «La mia sicurezza dipende dalla professionalità e responsabilità di chi esegue l’esame. Gli incidenti accadono solo se si lavora con superficialità. - si legge nella lettera di Sissy - Pertanto, chiedo alle autorità e alle strutture sanitarie specializzate di prendersi cura di me e garantirmi sicurezza».
Un tema molto attuale, dopo la tragica morte del piccolo Domenico a Napoli. La missiva è indirizzata al ministro della Salute, al presidente della Repubblica, al ministero per la Disabilità e alle Regioni coinvolte, oltre che alle strutture sanitarie specializzate nella risonanza magnetica. Il Tribunale dei diritti del malato, rappresentato da Vincenzo Genovese, chiede di sapere con urgenza se l’esame diagnostico si può effettuare presso l’ospedale di Matera. L’Azienda sanitaria materana ha fatto sapere che il caso di Sissy sarebbe stato preso in carico nella sua complessità, e di essere disponibile a confrontarsi con il Tdm e la famiglia. «L’Asm deve prendere in carico totalmente la paziente, non solo per la parte relativa alla risonanza da effettuare in sedazione totale. - fanno sapere dal Tdm - Occorre una parola chiara: è possibile effettuarlo a Matera? Altrimenti ci dicano dove poterlo fare, con sostegno della stessa Azienda sanitaria».
Attualmente la ragazza vive in condizioni drammatiche: «Ho diritto a condurre la mia esistenza in sicurezza e proseguire il mio percorso chirurgico senza paura? - si chiede provocatoriamente nella lettera - Vivo dalla nascita su una sedia a rotelle, in una unità posturale. Quando sto seduta, la mia colonna vertebrale curva mi comprime il petto e fatico a respirare. Cerco sollievo stendendomi o appoggiando le mani davanti al torace. Se lasciate la situazione così, rischio di morire. - è l’amara conclusione- Chi mi opererà e dove? Faccio appello a tutte le strutture sanitarie in Italia e all’estero».















