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Matera 2019, la cerimonia conclusiva con Sassoli, Franceschini e Provenzano. Bardi: «Basilicata è orgogliosa»

Le parole del ministro per la Cultura: «La città ha dimostrato di essere capitale»

Matera 2019, la cerimonia conclusiva con Sassoli, Franceschini e Provenzano

MATERA -  In occasione della cerimonia conclusiva di Matera Capitale della Cultura 2019, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha firmato il Manifesto della comunicazione non ostile, «insieme - secondo quanto reso noto in un comunicato - a Rosy Russo, ideatrice e fondatrice di Parole O_Stili».

«Il principio che più mi ha colpito è 'Le parole hanno conseguenzè perché - ha detto Sassoli - mi ha fatto venire in mente quanto diceva Max Weber nel suo saggio 'Lezioni di Politicà ovvero che 'l'etica della responsabilità si misura nella conseguenza delle azionì. Questo mi sembra il modo migliore per chiudere un anno intenso per questa città. Mi farò personalmente promotore dei dieci principi in tutte le occasioni istituzionali e non che mi vedranno coinvolto».
«Ringrazio - ha detto Russo - il Presidente Sassoli che, come già centinaia di sindaci di tutta Italia, oggi ha firmato questo Manifesto. É una firma che significa innanzitutto coraggio. Il coraggio di dire no all’odio, ai muri, alle divisioni, alle distanze. Esserci trovati qui a Matera, Capitale della cultura europea per questo 2019, è ancora più importante: perché il valore delle parole e della conoscenza ci aiutano a superare le divisioni. Vivo questa firma come un impegno e un augurio perché, come dice il principio numero 5 del Manifesto della comunicazione non ostile 'Le parole sono pontì e spero che, in Italia come in Europa, siano quei ponti che ci accompagnino verso l’altro, consapevoli che la ricchezza delle diversità è un valore imprescindibile per costruire insieme il futuro che sogniamo». (Foto Genovese)

Matera 2019 «deve essere un punto di partenza perché investire nelle industrie culturali e creative è una prospettiva del Mezzogiorno che fin qui abbiamo utilizzato troppo poco e che può avere anche grandi sblocchi occupazionali». Lo ha detto poco fa il Ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, arrivato nella Città dei Sassi per partecipare alle iniziative conclusive dell’anno da Capitale europea della Cultura.
Secondo il Ministro «unire tradizione e innovazione può fare di Matera un esempio per il Sud e per tutta l’Italia. E’ quindi un punto di partenza ma - ha concluso Provenzano - ci dobbiamo lavorare tutti con impegno e responsabilità».

«Matera è la prova di una storia bellissima. Quando ero appena diventato ministro ha vinto la competizione con le altre città italiane» per essere capitale europea della cultura. Lo ha detto il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, a margine di una visita al restaurato Teatro Piccinni di Bari, prima di andare a Matera, dove questa sera parteciperà alla cerimonia di chiusura della capitale europea della cultura. «È stato fatto un lavoro importante, è una storia bellissima di riscatto», ha aggiunto.
Il ministro ha ricordato che «nel dopoguerra Matera era conosciuta per i Sassi e per la povertà assoluta». «Oggi qualcuno l’ha chiamata basilicon Valley, è una definizione molto bella - ha aggiunto Franceschini - e ci sono le start-up, ci sono hotel diffusi. È una storia molto importante che dimostra che investire in cultura nel Mezzogiorno d’Italia significa investire in crescita economica».

Matera 2019 «è una grande scommessa vinta: ha dimostrato all’Italia e all’Europa che il Sud non è una causa persa ma che invece è un posto bellissimo su cui si può investire e si può puntare». Così il Ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano. «Ora comincia un’altra scommessa, dopo il 2019, quando tutto questo deve essere restituito alla popolazione di Matera, della Basilicata e del Sud sotto forma di sviluppo e prospettive di lavoro anche grazie alle opportunità offerte da questo capitale di reputazione del nome di Matera che è cresciuto nel mondo in maniera straordinaria».

«La sfida vinta nel 2014 è stata portata a compimento con successo e ha avviato un cammino di crescita sostenibile del territorio sul quale sono certo si proseguirà con determinazione». Così il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, che in serata parteciperà alla serata conclusiva di Matera 2019 insieme al Segretario generale del MiBACT Salvo Nastasi, già Coordinatore per la Presidenza del Consiglio per l'organizzazione di Matera Capitale della Cultura 2019.

Matera «ha dimostrato davvero di essere una Capitale». Così il Ministro per i Beni culturali e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, il quale ha reso noto di aver proposto ai Ministri europei «di aumentare da due a tre il numero di Capitali della Cultura" all’anno affinché «siano più frequenti» anche in Italia, che avrà la prossima nel 2033.

Matera «ha i titoli per restare Capitale per sempre» perché nel 2019, anno da Capitale europea della Cultura, ha «dimostrato all’Italia e al mondo di essere davvero una Capitale». La Città dei Sassi «ha saputo investire tanto - ha aggiunto - in patrimonio, in attività culturali e nel rilancio di turismo, colto e intelligente e ha mostrato il riscatto dei Sassi».
La Città dei Sassi «ha dimostrato a tutto il Mezzogiorno d’Italia che - ha continuato Franceschini - investendo in cultura, turismo, riqualificazione e rigenerazione urbana si può davvero creare nuovi attrattori turistici internazionali: solo il 20% di turisti internazionali viene sotto Roma, dove ci sono Napoli, la bellezza della Campania, Pompei la Sicilia, i Bronzi di Riace, Matera, Bari. Davvero al Sud c'è la bellezza dappertutto e - ha concluso - bisogna utilizzarla».

LE PAROLE DI BARDI - «La Regione Basilicata è orgogliosa di essere stata protagonista del viaggio di Matera, Capitale europea della cultura per il 2019».Lo ha detto il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che oggi a Matera ha partecipato agli incontri conclusivi per l’anno da Capitale europea della cultura 2019. Secondo il governatore lucano, «questa esperienza ha dimostrato all’Europa e al mondo intero che questa parte dell’Italia, per troppo tempo vista con lo stereotipo di un Sud piagnone e indolente, è in grado di costruire qualcosa di utile per sé, per il Paese e per l’Europa». 

IL COMMENTO DI PROVENZANO - «Matera è la storia di un Paese che dallo scandalo della miseria più nera viene alla luce del risanamento, allo splendore di un patrimonio dell’umanità che si offre a tutti. Laddove era la vergogna nazionale c'è stata la Capitale europea della cultura del 2019. Matera è la storia di una politica capace di guardare alla realtà, anche quella dolente. Una storia di battaglie culturali e sociali. Di grande letteratura e grande cinema, di movimenti sindacali, di operai e contadini che si organizzavano, si battevano per diventare protagonisti dello sviluppo del Paese. Matera è la storia di una classe dirigente che, senza grandi annunci, senza battute ad effetto, con serietà e responsabilità, si metteva al lavoro e al servizio dell’Italia, che sapeva mantenere le promesse, che faceva quello che diceva». Lo scrive sul suo profilo facebook il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano.
«Matera Capitale Europea della Cultura oggi è una scommessa vinta, che parla a tutto il Mezzogiorno, che mostra con chiarezza come il Sud non sia una causa persa - aggiunge - Matera è stata ed è la prova che si può uscire da quella cappa di rassegnazione. Ha mostrato le potenzialità del Mezzogiorno, e l'ha fatto in un’area interna, in uno di quei luoghi troppo spesso dimenticati su cui abbiamo deciso di puntare con forza, nel dare concretezza alla coesione territoriale, per spezzare l'isolamento e aprirsi al mondo. Matera può e deve dare ancora di più, diventando nei prossimi anni la capitale mediterranea della cultura, un altro Mediterraneo rispetto a quello che ha conosciuto la mia generazione, una cultura che significhi non solo bellezza, storia, ma industria creativa, innovazione, tecnologia, scienza, un nuovo modello di sviluppo. La vera sfida parte ora, dopo il successo del 2019 bisogna dare continuità, programmare gli interventi per il prossimo decennio e attuarli con la stessa capacità dimostrata in questi mesi. C'è uno straordinario patrimonio da non disperdere, da offrire ancora all’umanità. Grazie Matera capitale europea della cultura. Viva Matera capitale mediterranea della cultura».(ANSA).

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