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Basilicata deposito di scorie nucleari: la Regione dice «no»

L'assessore Gianni Rosa ieri a Roma nel corso della riunione della Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni e Province Autonome

Basilicata deposito di scorie nucleari: la Regione dice «no»

No al deposito delle scorie nucleari in Basilicata. Lo ha ribadito ieri a Roma, nel corso della riunione della Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Rosa. Il quale ha reso noto di aver negato il consenso alla pattumiera nucleare sul nostro territorio «in accordo con il presidente della Giunta regionale di Basilicata, Vito Bardi».

L’esponente di Fratelli d’Italia ha ricordato che «l’oggetto della seduta della Commissione era il parere sullo schema di decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dello Sviluppo Economico e di quello dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di approvazione del programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, che prevede le linee guida della politica italiana sulla gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito fino alla fase di smaltimento».

Ebbene, in questo contesto, Rosa ha dichiarato di aver «condiviso le criticità del programma con il presidente Bardi: quello che ci preoccupa è che non viene individuato, ancora una volta, il sito del deposito nazionale né nel testo sono contenuti i criteri per individuarlo. In pratica – ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente e all’Energia – si tratta di una valutazione strategica generica che non permette di fare osservazioni nel merito. Questo, associato alla totale assenza di informazioni circa le attività di dismissione dell’impianto Itrec di Rotondella, mi ha spinto a esprimere, con forza, il diniego della nostra regione all’individuazione sull’intero territorio della Basilicata del sito per il deposito nazionale delle scorie radioattive».

L’esponente dell’esecutivo lucano di centrodestra ne ha anche approfittato per fare un invito, rivolo ai «parlamentari lucani, affinché appoggino questa battaglia regionale nelle sedi nazionali». Un diniego e un invito ampiamente condivisibili, atteso che la nostra terra, che già tanto ha dato e sta dando sul fronte dell’impatto ambientale, non ha certo bisogno di questa “croce” quando non solo non ha ancora risolto il problema della messa in sicurezza del suo sito nucleare ma è gravata dal rischio di terremoti e inondazioni e merita, invece, un’attenzione diversa e maggiore, sotto il profilo imprenditoriale e produttivo, che possa consentirle di spiccare definitivamente il volo.

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