Domenica 20 Ottobre 2019 | 13:37

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Il crac del Pd in Basilicata: figlio di una fusione a freddo

La fusione Dc-Pci che in Basilicata si è trasformata in una gestione del potere

Pd

POTENZA - Una fusione a freddo che non poteva pagare e, infatti, non ha pagato. Della quale, adesso, si pagano le conseguenze. Giuseppe Molinari e Gaetano Fierro hanno commentato praticamente allo stesso modo la crisi del centrosinistra lucano. Disintegrato, o quasi, dopo le ultime tre tornate elettorali tra 2018 e 2019. Il Partito Democratico e i suoi sodali hanno praticamente perso tutto (o quasi) nel giro di un anno: la consegna della Regione Basilicata al centrodestra è stata annunciata e, per così dire, certificata dalle urne. Cioè dai cittadini.

«L’errore di fondo che è stato fatto – ha dichiarato l’ex parlamentare Giuseppe Molinari – è stato quello di fare questa fusione tra una parte della Democrazia Cristiana e una parte dell’ex Pci. Una fusione fatta a freddo, a tavolino, e senza una precisa strategia politica. In Basilicata, poi, questa fusione si è di fatto trasformata in una mera gestione del potere. Gestisci oggi, gestisci domani ed è ovvio che, prima o poi, l’elettore ti abbandona». All’obiezione secondo la quale anche la Dc, ai suoi tempi, non faceva altro che gestire il potere, Molinari ha precisato: «È assolutamente vero, ma la Democrazia Cristiana aveva sempre un progetto. Aveva sempre un piano e un’idea di cosa fare in ciascun centro che amministrava. Era un’altra cosa, diciamolo pure.

Non che non esistessero le correnti, sia chiaro: ma alla fine si faceva sintesi nell’interesse del cittadino. Il Pd, invece, mi pare che abbia messo in atto ben altro: si è trattato di mera gestione del potere, in alcuni casi sfociata anche in gestione delle clientele, che ha inaridito il rapporto con il cittadino comune». Quasi una mancanza di sentimento nell’amministrare, quindi. Questo, almeno, il parere di Molinari. Molto simile la posizione di Fierro, anch’egli rappresentante della «Balena Bianca» che fu.

«Il progetto è nato male perché figlio di una fusione a freddo tra due componenti dell’arco costituzionale. Progetto che non ha funzionato e non poteva funzionare, questo era più che evidente sin dall’inizio. Quello che è accaduto nell’ultimo anno, con una pesantissima erosione del consenso verso il Pd e il centrosinistra, soprattutto nella nostra regione, è anche frutto della gestione locale del partito e di quell’area». Come dire che, già dalla nascita il Pd aveva mostrato le sue imperfezioni. Poi, il fattore locale e umano ci ha messo del suo. Con le conseguenze che stiamo commentando. E, forse, anche con l’aggravante che, nell’ottica di un ricambio generazionale, il fatto di avere in Consiglio regionale coloro che sono naufragati con il loro Governo, probabilmente non aiuta.

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