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Policoro, morì al pronto soccorso e le rubarono 2 anelli

Le figlie della defunta hanno querelato l'Azienda Sanitaria di Matera: «Non esiste una cassaforte»

Policoro, morì al pronto soccorso e le rubarono 2 anelli

La madre morì nel Pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II. Ignoti rubarono alla deceduta nella struttura sanitaria due anelli. Così la Azienda sanitaria di Matera ha denunciato il fatto alle forze dell’ordine. Ma le figlie della donna hanno querelato l’Asm alla Procura per il tramite dell’avvocato Enzo Celano. A raccontare quanto accaduto il 21 febbraio scorso alla suocera è Fabiano Celano: «La nostra congiunta morì alle 20.30 di quel giorno nel Pronto soccorso. Appena dopo il decesso ci fu permessa una visita per il commiato con la salma rimasta nella struttura fino alle 8.30 del giorno dopo. Seguì la veglia nella cappella del nosocomio. Verso le 12 ci accorgemmo della mancanza degli anelli. Mi recai per avere informazioni al Pronto soccorso ed un caposala mi consegnò una busta su cui era riportata la dicitura: 2 fedi (anelli), un paio di orecchini ed alcune firme. Ma gli anelli nella busta non c’erano.

Il caposala dichiarò che era stata proposta denuncia alle autorità per la scomparsa». L’uomo, però, chiese “lumi” anche in direzione sanitaria dove fu informato della denuncia contro ignoti. Cosa che non è bastata alla famiglia colpita per la morte di una madre e per il furto su una deceduta. Una vergogna. Fabiano Celano: «Non è la prima volta che accadono fatti così spiacevoli nel Pronto soccorso. E nessuno ci ha chiesto scusa. Da qui la denuncia nei confronti dell’Asm che non è responsabile solo della salute delle persone ma anche dei beni che hanno addosso. Nel caso si trattava di gioielli di un buon valore economico ma soprattutto affettivo ma potrebbe trattarsi di soldi, oggetti, documenti. La nostra iniziativa è finalizzata anche a trovare le misure affinché tali fatti non accadano più». Così abbiamo accertato che al Pronto soccorso di Policoro non c’è una cassaforte. Forse servirebbe insieme ad un protocollo che indichi precise responsabilità di quanti prendono in custodia quanto di valore hanno con se quanti arrivano, spesso in stato di incoscienza, o che muoiono nel Pronto soccorso del Giovanni Paolo II.

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