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Matera, per «quota 100» nessun boom di domande

Nel capoluogo e in provincia si registrano meno di 400 richieste

Matera, per «quota 100» nessun boom di domande

Deve ricredersi chi si aspettava una marea di domande per la pensione anticipata “Quota 100”. Almeno dalle nostre parti. Complessivamente, tra Matera e la sua provincia, sono circa 350 le richieste presentate, di cui circa 160 tra scuola e funzione pubblica, e le altre provenienti dai settori privati. Il numero, naturalmente, è in evoluzione ed è bene precisare che la situazione prospettata da La Gazzetta è relativa alla settimana scorsa.

Ad ogni modo, non c'è stato alcun assalto agli sportelli abilitatati a ricevere le domande, patronati e Inps, e questo andamento, secondo quanto riferito dai sindacati confederali, conferma che la misura previdenziale governativa non sta entusiasmando più di tanto. «L'auspicio è che questo Governo apra ad un confronto serio sulla riforma delle pensioni - dice Eustachio Nicoletti, segretario provinciale della Cgil - e questo nel solco di una legislazione vera e propria in materia. Siamo di fronte ad una platea limitata di domande per la Quota 100 e non è un dato casuale. Siamo di fronte solo ad una “finestra” che può essere utilizzata per andare in pensione anticipatamente, e non di una riforma della legge Fornero, così come era stato annunciato. Alla resa dei conti, le aspettative che si erano venute a creare restano tali, nel senso che la realtà è un'altra cosa. Ci sono dei limiti abbastanza chiari di questo provvedimento governativo, che abbiamo espresso il 9 febbraio scorso nella manifestazione unitaria dei sindacati. Ripeto, bisogna sedersi ad un tavolo e ragionare sul sietema pensionistico - rileva Nicoletti – includendo, ad esempio, altri soggetti, penso ad esempio ai lavori usuranti gravosi, uscendo definitivamente e compiutamente dalla gabbia della legge Fornero. Solo una finestra, sottolineo, non può bastare».

Giuseppe Amatulli, segretario regionale della Cisl, fa presente che “sono molti i lavoratori del nostro territorio che hanno rinunciato all'opportunità di Quota 100, e questo dopo aver fatto qualche conto in tasca ed aver capito che economicamente non ne vale la pena. Certo, è un'occasione per qualcuno ed è giusto che si usufruisca della scorciatoia, ma indubbiamente siamo di fronte ad un provvedimento-finestra che non attrae più di tanto. Comunque, per un quadro più preciso, dovremo aspettare ancora qualche mese, almeno sino a maggio-giugno, per vedere che cosa accadrà. Così come bisogna attendere novembre – precisa Amatulli – per registrale le prime assunzioni nella Pubblica amministrazione, sperando che il Governo tenga fede al suo principio secondo cui ad un posto in uscita corrisponde un altro in entrata».

Per Franco Coppola, segretario provinciale della Uil, «Quota 100 non sarà in grado di rispondere in modo completo alle esigenze dei lavoratori. Serve un intervento strutturale, basato sulla flessibilità in uscita dai 62 anni, e, nel sistema contributivo, il superamento degli attuali vincoli. Si avvii un confronto, che coinvolga le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori per una riforma organica del sistema previdenziale».

L’Ugl Matera, invece, con il segretario Pino Giordano, con riferimento alle tempistiche, ricorda che «per i dipendenti del settore privato non ci sono paragrafi prestabiliti per presentare l’istanza di pensionamento. Questa nuovo modo di far politica piace all’italiano, permette di ascoltare e mettere in moto le proposte migliorative per rendere Quota 100 ancora più alla portata di tutti. Il cittadino vuole essere preso in considerazione, vuole risposte alle esigenze».

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