L’incidente costato la vita a quattro braccianti agricoli di nazionalità indiana, avvenuto nell’ottobre scorso sulla Statale 598 Val D’Agri in territorio di Scanzano Jonico, è stato al centro dell’audizione tenuta presso l’aula della commissione Giustizia della Camera, dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati.
L’incontro si è svolto in videoconferenza con le autorità e la prefettura di Matera. Sono intervenuti il prefetto Maria Carolina Ippolito, il questore Davide Della Cioppa; il comandante provinciale dei carabinieri, Giovanni Russo, e il suo omologo della guardia di finanza Roberto Maniscalco. Al centro del confronto la situazione del lavoro agricolo nel Metapontino, anche alla luce dell’incidente dello scorso autunno che ha riportato l’attenzione sullo sfruttamento dei lavoratori stagionali. Quel pomeriggio, lungo la Statale 598, i quattro lavoratori di età compresa tra i 20 e i 34 anni, sono morti mentre si recavano al lavoro. Viaggiavano con altri sei braccianti su un’auto omologata per sette persone, ma nella vettura erano in dieci. Il mezzo si è scontrato con un camion che procedeva nella corsia opposta.
Da quell’incidente, inizialmente oggetto di un’indagine per omicidio stradale, è scaturita un’inchiesta più ampia sul presunto sistema di sfruttamento del lavoro agricolo nel territorio lucano. Il 19 dicembre scorso, quattro cittadini pakistani domiciliati a Policoro, sono stati arrestati con l’accusa di intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro e violenza privata ai danni di lavoratori stranieri impiegati nei campi. Secondo le contestazioni, i braccianti sarebbero stati costretti a vivere in alloggi sovraffollati e in condizioni degradanti, con retribuzioni inferiori ai parametri contrattuali e turni molto lunghi, spesso all’alba e nei giorni festivi, senza adeguata formazione, dispositivi di protezione e tutele sulla sicurezza. Alcuni sopravvissuti avrebbero, inoltre, riferito di pressioni e minacce per scoraggiarli dal collaborare con gli inquirenti e indirizzarli verso una versione dei fatti favorevole al gruppo, indicando come «caporale» un uomo morto nello schianto.
Nel corso dell’incontro è emersa anche la cronica carenza di personale ispettivo, che limita fortemente il controllo capillare del territorio e delle tante imprese agricole disseminate tra le province lucane. Trecento euro al mese per un alloggio di fortuna, a fronte di 42 euro al giorno di guadagno dopo una giornata di dieci ore nei campi. Queste le condizioni drammatiche in cui centinaia di braccianti agricoli stranieri lavorano in Basilicata (oltre il 40% per 7.000 lavoratori), come rimarcato dalla presidente della commissione Chiara Grivaudo (Pd).
















