Martedì 26 Marzo 2019 | 05:47

NEWS DALLA SEZIONE

Lo spettacolo sportivo
Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

 
Il caso
Matera, vaporizzate le richieste per acquisire Ferrosud

Matera, vaporizzate le richieste per acquisire Ferrosud

 
Droga
Coltivava marijuana in casa: arrestato 40enne nel Materano

Coltivava marijuana in casa: arrestato 40enne nel Materano

 
Tragedia sfiorata
Matera, la mongolfiera sbatte: feriti gli otto a bordo

Matera, la mongolfiera sbatte: feriti gli otto a bordo

 
Traffico in tilt
Paura a Matera per una valigia abbandonata per strada: intervenuti artificieri

Paura a Matera per una valigia abbandonata per strada: intervenuti artificieri

 
Per porto d'armi bianche
Pisticci, coltelli e tirapugni nello zaino: denunciato 20enne

Pisticci, coltelli e tirapugni nello zaino: denunciato 20enne

 
Beni culturali
Matera, il Fai apre le porte dei siti poco fruibili

Matera, il Fai apre le porte dei siti poco fruibili

 
Un 59enne
Matera, minaccia moglie con un coltello davanti a figlia minorenne: in cella

Matera, minaccia moglie con un coltello davanti a figlia minorenne: in cella

 
il «diplomificio» dello jonio
Policoro, ottenere il diploma? Un sogno al costo di 2.500 euro annui

Policoro, ottenere il diploma? Un sogno al costo di 2.500 euro annui

 
Infortunio sul lavoro
Policoro, 34enne muore mentre taglia alberi. Allarme sindacati

Policoro, 34enne muore mentre taglia alberi. Allarme sindacati

 

Il Biancorosso

LA PARTITA
Il meglio di Palmese-Baritutte le emozioni biancorosse

Il meglio di Palmese-Bari
tutte le emozioni biancorosse

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaQuote rosa
Regionali, una donna in Regione dopo 10 anni: è una 33enne della Lega

Regionali, una donna in Regione dopo 10 anni: è una 33enne della Lega

 
TarantoInquinamento ex Ilva
Il Comune di Taranto discute di ambiente: presente Emiliano

Il Comune di Taranto discute dell'aumento della diossina: presente Emiliano

 
LecceLa protesta
Xylella a Lecce, i no Tap manifestano contro Lezzi: «Lei ci tradì, evviva Marco Poti»

Xylella a Lecce, i no Tap manifestano contro Lezzi: «Lei ci tradì, evviva Marco Poti»

 
HomeL'operazione dei cc
Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

 
GdM.TVLo spettacolo sportivo
Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

 
HomeIl caso
Bari, acido caustico al posto del succo: grave bimbo di 5 anni

Gioia del Colle, beve al bar acido caustico al posto del succo: grave bimbo di 5 anni

 
HomeL'inchiesta
La crudeltà il vero volto della mafia del Foggiano: 9 morti su 10

La crudeltà il vero volto della mafia del Foggiano: 9 morti su 10

 
BrindisiI funerali
L’addio a Davide, Sara e Giulia: tre comunità del Brindisino unite dal dolore

L’addio a Davide, Sara e Giulia: tre comunità del Brindisino unite dal dolore

 

Sfruttamento

Metaponto, ecco la Felandina: il «ghetto» dove vivono 400 disperati

Le condizioni disumane dei lavoratori migranti occupati nelle attività agricole

Metaponto, ecco la Felandina: il «ghetto» dove vivono 400 disperati

METAPONTO - Nel ghetto de La Felandina, con i suoi grandi capannoni industriali abbandonati senza essere mai entrati in funzione, alla confluenza della Basentana con la Statale 106, nella fertile pianura ionica lucana. Quattrocento esseri umani “invisibili” vi vivono nel degrado più assoluto. Una condizione disumana. “Ma come fai a non stare così? Campagna è bene ma poche giornate al mese, 8-9. Dove trovi casa? Qui non è vivere, senza acqua, luce, caldo, con immondizia. Ma è sola nostra possibilità”. Così hanno spiegato Aron ed Issah, i nostri “ciceroni” nell’immenso campo di baracche in legno, plastica, cartoni, ricavato all’esterno ed all’interno delle strutture di quello che doveva essere uno dei poli manifatturieri della Basilicata. Così, al degrado produttivo si è aggiunto altro degrado, quello vissuto da persone in carne ed ossa, con i loro bisogni inevasi, con la loro sete di vita più giusta, in quell’Italia che, sinora, ha tradito le loro attese. “Io sono qui da 15 giorni – ha detto Aron, 40 anni. Sono arrivato da Bari e devo andare in Sicilia dove raccoglierò le patate. Spero di trovare qualche giornata di lavoro.

Sono in vostro Paese dal 2008”. “Io, invece - ha aggiunto Issah, 39 anni – è da 6 mesi che vivo qui. Sono arrivato col barcone nel 2011”. I due sono sudanesi ma a La Felandina vivono nigeriani, ivoriani, uomini e donne. “Ma ci sono gente di tutta Africa”, hanno spiegato i nostri due interlocutori. Intanto, eccoci tra le baracche. C’è una sorta di ordine, però, nella loro disposizione. Quadrate, disposte in 3-4 file all’interno dei capannoni. Costruite con il legno dei cantieri abbandonati dell’area industriale fatiscente. Ed avvolte in plastica dura per mantenere un po’ di calore. Molte sono chiuse con lucchetti. All’interno, anche 3-4 brande, attaccate fra loro, qualche bicicletta ridotta all’essenziale, cucine da campo, secchi per i bisogni. Ogni tanto, bidoni con carbonella e resti di legna bruciata. E’ il pericoloso ed unico sistema di riscaldamento esistente. I bisogni corporali? All’esterno, in aperta campagna od al massimo in una sorta di bagno, un metro quadrato, con pareti in legno e plastica. Possiamo fare foto? “Si, ma non prendete nostri visi”. C’è anche tanta dignità in una condizione disumana. “Il lavoro è poco adesso in campagna. In dieci giorni, due volte. Padrone viene al bar la mattina e viene a prendere. Lui, però, deve fare contratto. Senza niente più. Meglio per noi. Noi siamo tutti con permesso di soggiorno”. I due sudanesi hanno spiegato che i “residenti” non sono stanziali ma si spostano. In grandi gruppi. Issah: “Due-tre mesi qui, poi a Nardò, nel Salento; poi ancora a Campobello, in Sicilia. Dove c’è raccolta di frutta e ortaggi andiamo. Ma ora lavoro poco. Quando mercato va male per padrone va male anche per noi”. E’ cambiato qualcosa da quando al Governo c’è il ministro Matteo Salvini? Aron e Issah: “Si. Il lavoro prima era a nero. Ora, no. Solo con contratto. Ma ci pagano uguale. A Metaponto, 30-35 euro al giorno. In altre parti meno. Noi vorremmo più giornate per andare in fitto, casa buona, più pulizia. Ma dove trovare? Speranza? Campagna va pure bene ma ora va male”. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400