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Le polemiche del giorno dopo

Matera 2019, venti sindaci se ne vanno dalla piazza per protesta

Archiviata la cerimonia inaugurale dell’anno da capitale europea della cultura c’è chi punta il dito su ciò che non è andato

È il giorno di Matera 2019, da oggi è Capitale Europea della Cultura

MATERA - «Abbiamo abbandonato per protesta la cerimonia inaugurale prima che arrivasse in piazza il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Le forze dell’ordine che hanno spostati da una parte all’altra della piazza e, a conti fatti, non ci è stata data la possibilità di assistere in condizioni dignitose alla cerimonia». A parlare, con evidente vis polemica, è il sindaco di Salandra, Gianfranco Tubito, il quale, a margine della giornata di festa vissuta per l’inaugurazione dell’anno da capitale di Matera, non le ha mandate certo a dire. Secondo Tubito sarebbero stati almeno «una ventina i sindaci che hanno abbandonato la piazza insieme a me». Ma per quale motivo? “Non ci è stata data la possibilità di assistere in maniera degna alla manifestazione d’inaugurazione. Se noi sindaci siamo, in qualche modo, i garanti sul territorio del capo dello Stato e, tenendo conto che non tutti i giorni per noi amministratori c’è la possibilità di incontrare il Presidente della Repubblica, ritengo che questa sia stata una pagina non bella. In pratica - ha spiegato nel dettaglio il primo cittadino di Salandra - noi siamo stati relegati in piazza come comuni cittadini, anche se avevamo la fascia tricolore e rappresentavamo i nostri concittadini. Siamo stati sballottati un po’ di qua un po’ di là, senza che fosse stato previsto uno spazio adeguato e dedicato a noi”.
Siamo allo “sgarbo” istituzionale? «Non sono io a dover qualificare come tale quanto accaduto - ha risposto Tubito - . Però io credo che la gestione avrebbe dovuto essere migliore. Per il resto è stata una gran bella cerimonia. Partecipata. E come si suol dire in altri ambienti, il discorso del sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, da solo valeva il prezzo del biglietto», ha concluso il sindaco della cittadina della montagna materana.

Altri problemi sono sorti a livello di varchi, dove gli accessi erano tassativamente fissati entro le 17,30. C’erano vari tipi di permessi per superarli, alcuni di colore grigio e altri di colore fucsia. In questa logica cromatica, all’altezza di Calata Ridola, sarebbero finiti anche il sindaco in non pochi, a partire dal sindaco Raffaele De Ruggeri e a seguire, secondo un elenco che circola anche sui social media, il segretario generale della Fondazione ”Matera-Basilicata” Giovanni Oliva, unitamente a due ambasciatori e cinque sindaci della Provincia di Potenza. A questi bisogna aggiungere anche un buon numero di giornalisti, soprattutto di testate nazionali, ovviamente forniti di pass ben visibili e nel caso specifico di colore fucsia.
C’è da aggiungere, per onor di cronaca, che gli operatori della sicurezza erano anche dei privati che, con ogni probabilità, non avevano avuto esperienze simili a quella che tutta la città ha vissuto sabato. In ogni caso, lentamente la situazione è scivolata sul binario della normalità, specialmente quando dal cielo è venuta giù una pioggia a tratti battente che ha disperso molti di quanti volevano accedere a piazza San Pietro Caveoso per ascoltare dal vivo i discorsi delle massime cariche delle Stato.
Problemi anche per molte autorità registrate per l’accesso da alcuni varchi

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