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Saranno presentati oggi, alle 16, nel Liceo Scientifico Galileo Galilei di Potenza i risultati dall’indagine «Adolescenti e stili di vita», realizzata da Associazione Laboratorio Adolescenza e Istituto di Ricerca Iard (in collaborazione con la Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza) – con il sostegno incondizionato di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative Consumatori) e Mediatyche-Compagnia di Comunicazione.
L’indagine – che è stata eseguita nel corso dell’anno scolastico 2017-2018 su un campione nazionale rappresentativo di 2654 studenti frequentati le scuole medie superiori – ha avuto tra le scuole selezionate per il campione il Galilei di Potenza, consentendo così di poter avere un confronto tra i dati nazionali e quelli raccolti a Potenza.

Entrando nel dettaglio di alcuni dei numerosi temi trattati dall’indagine, spicca l’atteggiamento nei confronti della scuola e del lavoro. «Se per molti aspetti maschi e femmine hanno raggiunto una sostanziale omologazione manifestando una identità di atteggiamenti e di comportamenti – riferisce Carlo Buzzi, ordinario di Sociologia dell’Università di Trento e curatore scientifico della ricerca – l’indagine mostra come in altri ambiti – e la scuola è tra questi – prevalgono delle divergenze significative. In particolare, il coinvolgimento delle ragazze nel percorso scolastico (rendimento e impegno nello studio) risulta essere assai maggiore rispetto ai maschi. Ma la novità – prosegue Buzzi – è che questa divergenza sembra iniziare ad interessare anche l’ambito del lavoro. Se per molti maschi il lavoro futuro viene valorizzato da un punto di vista soprattutto strumentale (guadagno, sicurezza), facendo immaginare che cerchino al di fuori di esso le condizioni della propria autorealizzazione (per i maschi il lavoro ideale deve lasciare molto tempo libero), le ragazze, pur non sottovalutando gli aspetti più concreti, pongono l’accento soprattutto sulle potenzialità realizzative del lavoro (soddisfacimento delle proprie passioni, relazionalità e possibilità di viaggi). È come dire che per i maschi la dimensione professionale abbia perso un po’ della sua centralità esistenziale, mentre per le femmine stia diventando un territorio su cui giocare la propria identità e il proprio coinvolgimento anche emozionale. Rispetto al dato nazionale, nel campione potentino la forbice appare ancora più ampia, con ragazze nettamente più attente alla qualità del loro percorso scolastico e più orientate a vedere nel lavoro uno strumento di realizzazione.
Scuola a parte, la vita degli adolescenti è sempre meno caratterizzata dallo sport: il 31% dei maschi e il 53% delle ragazze (dato nazionale), non fa alcuna attività sportiva oltre le due ore settimanali scolastiche, o la pratica per meno di due ore alla settimana. Una quantità che gli esperti giudicano del tutto insufficiente per quella fascia d’età. Il dato potentino è sostanzialmente allineato come ordine di grandezza, anche se – in controtendenza – risultano essere più sedentari i maschi che le femmine.
Tantissimo tempo è invece dedicato ai social network. Ognuno ne frequenta, in media, almeno 4. Dopo Whatsapp (utilizzato pressoché da tutti: 99%), risultano essere in forte crescita Instagram e SnapChat, mentre è in costante calo Facebook. Tra le ragazze e i ragazzi di Potenza gli ordini di grandezza sulle preferenze sono simili al dato nazionale, ma le tendenze differiscono. Facebook resiste più che altrove; Instagram penetra un po’ meno, mentre resiste Ask.fm che ad altre latitudini è confinato ad una fascia d’età più bassa; SnapChat risulta ancora poco frequentato.

Resta alta la percentuale di adolescenti che non utilizza i sistemi di sicurezza e di protezione della privacy messi a disposizione dai diversi social (oltre il 60%), anche se a Potenza va decisamente meglio rispetto al dato nazionale e la percentuale scende al 45% (sostenuta soprattutto dalle ragazze). Un comportamento che non dipende da pigrizia o da scarsa conoscenza degli strumenti, ma dalla visione «filosofica» dei social che ragazze ragazzi considerano essenzialmente «vetrina». Desiderio di esporsi e di accrescere la propria «popolarità» (ambizione massima di ogni adolescente) e protezione della propria immagine (più complessivamente della propria «social reputation») risultano, quindi, una sorta di contraddizione in termini. L’impegno di noi adulti dovrebbe perciò essere rivolto non tanto a continuare a ripetere loro raccomandazioni di tipo «tecnico», ma a cercare di frenare questa deriva valoriale in cui tutto è lecito per qualche «like» o qualche «follower» in più».
Gravi, invece, – a Potenza come nel resto d’Italia – le lacune informative riguardo la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale. Scarse le conoscenze (l’unica universalmente conosciuta è l’Aids) ma, soprattutto, grande confusione su come proteggersi. E proprio in questo ambito Laboratorio Adolescenza, in collaborazione con AIMaC (Associazione Italiana Malati Cancro), ha avviato un progetto pilota che coinvolge anche una scuola di Potenza (l’Istituto Alberghiero) per far creare, proprio agli studenti, una campagna di comunicazione per la prevenzione dell’Hpv.

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