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PHOTONEWS

Il caso

Acqua inquinata a Matera, sindaco: «Emergenza cessata». Domani scuole aperte

Accertato il superamento dei batteri da coliformi fecali

acqua di rubinetto

Il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, ha firmato l’ordinanza di revoca del divieto di utilizzo dell’acqua corrente per fini potabili. Lo annuncia il Comune, specificando che «domani le scuole saranno aperte» e che «l' emergenza è cessata». Intanto scoppia la polemica tra Acquedotto lucano e Asl: il primo precisa che le analisi fatte (congiuntamente) avevano escluso ogni tipo di inquinamento. «Bisogna capire cosa è accaduto».

COS'È SUCCESSO - A causa del «superamento dei parametri dei batteri coliformi a 37 gradi centigradi del partitore Terlecchia-Matera», con un’ordinanza cautelativa, il sindaco della Città dei Sassi, Raffaello De Ruggieri, aveva vietato "in tutto il territorio comunale di far uso per fini potabili dell’acqua erogata da Acquedotto Lucano, fino a diversa disposizione». Contestualmente aveva disposto la chiusura delle scuole.

Sono stati istituiti idonei servizi alternativi di consegna di acqua potabile mediante autobotti e/o acqua in confezione originale». Intanto, in molti esercizi commerciali della Città dei Sassi - che nel 2019 sarà Capitale europea della Cultura - sono andate a ruba le scorte di acqua minerale.

L’ordinanza del sindaco «si era resa necessaria dopo la comunicazione inviata ieri alle ore 21.59 dal Dipartimento prevenzione collettiva della salute umana - Uoc per l’igiene degli alimenti e della nutrizione che riferisce dell’accertato superamento dei parametri dei batteri coliformi a 37 gradi centigradi del partitore Terlecchia-Matera.

Nel comunicato dell’azienda sanitaria materana è stato specificato che la decisione è stata presa «a seguito della presenza di quantità superiori alla norma di batteri coliformi nell’acqua destinata al consumo umano» e che «a titolo precauzionale si sconsiglia l’apertura delle piscine ad uso pubblico e degli studi dentistici. Analogamente - è scritto nella nota - viene sconsigliato l'utilizzo di acqua nebulizzata nei centri estetici e nei centri benessere. Infine, riguardo l’utilizzo dell’acqua per l’igiene personale le precauzioni dovranno riguardare in modo particolare le persone defedate e immunodepresse».

CODACONS: "STOP ALLE BOLLETTE" - Presenteremo un esposto alla Procura di Matera chiedendo di aprire una indagine volta ad accertare le responsabilità dell’accaduto, alla luce dei possibili reati di avvelenamento, adulterazione e commercio di sostanze alimentari nocive». Lo ha annunciato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «Sul grave caso di Matera, dove il sindaco ha vietato l’uso dell’acqua potabile a causa del superamento dei parametri dei batteri coliformi - ha aggiunto - il Codacons annuncia battaglia a tutela dei cittadini coinvolti».

Il Codacons chiede «l'immediata sospensione delle bollette idriche per tutte le famiglie di Matera, in relazione al grave disservizio subito: sarebbe infatti illegittimo chiedere agli utenti il pagamento per la fornitura di un bene primario potenzialmente pericoloso per la salute umana». Il Codacons «sta inoltre studiando le possibili azioni legali a tutela della popolazione, ai fini di una azione collettiva risarcitoria per i danni subiti e i pericoli sanitari corsi». 

LA POLEMICA SULLA ANALISI TRA AL E ASL - «Non è stata fatta nessuna bonifica, sono state semplicemente ripetute le analisi, congiuntamente da Acquedotto Lucano e dalla Asl che hanno confermato le analisi precedenti che escludevano l'inquinamento». Lo ha detto al Gr1 di Radio 1 Rai il responsabile comunicazione dell’Acquedotto Lucano (Al), Eustachio Follia, riferendosi all’emergenza acqua rientrata nel pomeriggio a Matera.

«Le nostre analisi - ha proseguito Follia - dicevano che l'inquinamento non c'era neanche prima perché nell’acqua era stato trovato cloro residuo, presenza che esclude la presenza di inquinamento batterico. La Asl dispone le sue analisi e Acquedotto lucano le proprie, in questo caso le abbiamo fatte congiuntamente, evidentemente quelle della Asl non dicevano la stessa cosa e - ha concluso - hanno ritenuto di divulgare un avviso di non potabilità. Bisognerebbe capire come sia accaduto».

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