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Il Capodanno Rai a Venosa divide la Regione. Un botta e risposta si è verificato tra il consigliere Paolo Castelluccio e la presidente facente funzioni della Giunta regionale, Flavia Franconi. Dall’arco jonico lucano, poi, sono arrivate altre dichiarazioni contro la decisione del massimo ente territoriale locale. Castelluccio aveva parlato di “una forzatura di una gravità eccezionale” in merito alla lettera con cui Franconi aveva indicato la città di Orazio quale sede del Capodanno televisivo di fine anno. “La decisione, poi – aveva aggiunto - politicamente è di una gravità eccezionale perché alimenta ulteriori divisioni tra province e territori invece di cercare di superarli”. Ma la Franconi: “Non vi è stata alcuna forzatura istituzionale nel ribadire la volontà di tenere a Venosa l’edizione 2018 del Capodanno Rai dal momento che il Consiglio, con un ordine del giorno presentato dai consiglieri Francesco Mollica e Carmine Castelgrande ed approvato a maggioranza, con un solo astenuto, il 29 maggio scorso, aveva confermato il calendario già programmato con i vertici della tv di Stato”. E Castelluccio: “Mi dispiace che qualcuno suggerisca a Franconi motivazioni per la scelta di Venosa che le fanno rimediare una brutta figura. La giustificazione lagata all’approvazione in Consiglio di un ordine del giorno la espone ad una figuraccia perché da presidente facente funzioni dovrebbe spiegare perché l’altro 99% di odg e mozioni approvati in assemblea non trovano pratica attuazione”. Dal Metapontino, poi, si sono levate altre voci di protesta. Come quelle dei membri del Comitato Metasiris Filippo Marino, presidente della Confcommercio Imprese per l’Italia; Sigismondo Mangialardi, del Circolo Velico Lucano; Pino Suriano, portavoce, e Giuseppe Ferrara, manager di Lido Sabbia d’Oro, che hanno dichiarato: “Si tratta di una decisione che ci emargina”. E Pino Giordano, segretario provinciale Ugl, non ha nascosto la delusione per la scelta a favore di Venosa.

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