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Degrado urbano

Erbacce e rifiuti hanno reso Matera più sporca

Uno scempio da nord a sud, un miraggio il primato del verde

Erbacce e rifiuti hanno reso Matera più sporca

Erbacce e rifiuti a Matera

MATERA - Erbacce e rifiuti dall’oasi di San Giuliano al rione Spine Bianche, dal boschetto di via Lucana a Villa Longo, da Agna le Piane a via don Luigi Sturzo. Il «popolo» di Facebook denuncia da giorni l’inciviltà di residenti e turisti e l’inefficienza dell’Amministrazione comunale per l’assenza di manutenzione. «Tarzan manda i suoi saluti», si legge nel social.

I ponti del 25 aprile e dell’1 maggio hanno lasciato in eredità una città più sporca, la stessa che avrebbe il primato di aree di verde pubblico in Italia, se non fosse che i numeri usati per la statistica sono in parte vecchi e non aggiornati e in parte calcolati sull’estensione di parchi e oasi naturali che nulla hanno a che fare con il verde urbano nonché su aree degradate e impraticabili. A sottolineare lo scempio causato da erbacce e rifiuti è anche il consigliere comunale Daniele Fragasso, di Matera si muove. «La città è ormai una giungla», scrive in una nota.

«A partire dalla manutenzione del verde urbano – continua Fragasso – salta subito all’occhio un parco del boschetto in stato di abbandono, dove le erbacce hanno ormai raggiunto quota un metro, così come le tante altre aiuole, fino ad arrivare alle zone verdi del rione Spine Bianche. Qui in particolare parecchi residenti della zona ci hanno segnalato, con tanto di materiale fotografico, un Alcide De Gasperi (la statua che ricorda lo statista, ndr) circondato da una selva di erbacce e rifiuti di ogni tipo che certamente non si addice ad un luogo la cui importanza storica meriterebbe certamente maggiore rispetto. Alla destra di questo una via Manzoni i cui alberi vengono “potati” dai bus turistici che disorientati sembrano circolare senza una meta alla ricerca disperata di un parcheggio che cambia a seconda dell’umore della Giunta. Ci auguriamo che non sia questo un moderno escamotage di inerzia amministrativa per provocare l’“ammaloramento” di altri alberi per giustificarne fra qualche mese l’abbattimento con annessa ed ennesima rotonda “autoctona”. Ci auguriamo che le risorse a disposizione del verde urbano non scarseggino a causa di una recente gestione troppo allegra per far ben figurare qualche amministratore. Inoltre ci sembra davvero frustrante dover sentire un giorno sì e un giorno no lamentele e incertezze nella gestione della mobilità urbana, specie se questa va a danno dei turisti e di coloro che hanno investito in attività commerciali o di ristoro nei rioni Sassi».

Fragasso conclude annunciando la presentazione di due interrogazioni, su entrambe le questioni, che «saranno protocollate nelle prossime ore».

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