Venerdì 17 Settembre 2021 | 13:11

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

un brutto colpo per la capitale della cultura

All’Archivio di Stato arriva lo sfratto esecutivo

Per la sede di Matera non si conoscono soluzioni alternative

All’Archivio di Stato arriva lo sfratto esecutivo

L'Archivio di Stato di Matera

MATERA - Difficile lavorare nell’Archivio comunale di Matera. Tutta la documentazione è sotto chiave in un magazzino al piano terra di via Moro da quando avvenne il trasferimento da via Lavista, nel 1982. Mentre si attende una degna sistemazione di questo enorme patrimonio, potrebbe andare anche peggio per l'Archvio di Stato di Matera. Sulla sede in via Tommaso Stigliani pende uno sfratto ormai esecutivo. Il destinatario del procedimento, a quanto pare, non si è mai opposto. Il problema non è nuovo e, forse solamente per la buona volontà dei proprietari dell'immobile, non si è dato mandato tramite un giudice alla immediata convalida dello sfratto.

Ma questa situazione non potrà andare avanti all'infinito. Del resto, sembra di capire che la mancata opposizione è legata a una serie di rassicurazioni che avrebbero consigliato di soprassedere per valide ragioni. In pratica, già da oltre un anno, si è parlato a vario titolo della possibilità di un trasferimento della sede dell'Archivio di Stato nell'attuale sede della facoltà di Architettura di via Lazazzera. Eventualità tutta condizionata da un altro trasferimento, quello delle attività universitarie nella nuova sede dell'Università di Basilicata, il Campus di via Lanera che sembra ormai quasi pronto.

Ricordiamo che l'Archivio di Stato è ospitato nell'ex «Cinema Quinto». Insomma, non ha mai avuto una sede propria. Adesso, però, la situazione sembra, giunta al limite e a un punto tale da registrare anche una chiara sollecitazione da parte dell'Assemblea dei Deputati della Deputazione Lucana di Storia Patria che. In una nota, «esprime viva preoccupazione per il futuro dell’Archivio di Stato di Matera, in assenza, ancora, di certezze sulla sua possibile nuova sede, con conseguenti negativi riflessi per percezioni e rappresentazioni della stessa Città di Matera, Capitale Europea della Cultura per il 2019. Eppure l’Archivio di Stato di Matera,  in funzione dal 18 marzo 1955, conserva un patrimonio di circa centomila “pezzi archivistici”, tra buste, volumi, registri, pergamene, mappe e documenti singoli ed è quotidianamente frequentato da numerosi studiosi e studenti».

La Deputazione Lucana di Storia Patria, Istituto per gli Studi Storici dall’Antichità all’Età contemporanea, quindi «sollecita le Istituzioni preposte, ai vari livelli di competenza, a voler garantire, in tempi brevi, una positiva soluzione del “problema sede” dell’Archivio di Stato di Matera, assicurando, anche per il futuro, la piena fruibilità del suo prezioso patrimonio documentario, di fondamentale concorso per percorsi di studio e di ricerca sulla Città di Matera e il suo territorio, nel più generale contesto della Basilicata, del Mezzogiorno d’Italia e dello spazio euromediterraneo».

A prescindere dalla scadenza di alcune date imminenti, si può aggiungere che l'Archivio di Stato di Matera svolge altre importanti funzioni. Si tratta di attività di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio documentario dello Stato. Oltre a soddisfare le necessità di ricerca di studiosi di caria provenienza, bisogna aggiungere che l'Archivio conserva documenti non più occorrenti all'attività amministrativa degli organi giudiziari e amministrativi dello Stato. Ma utili per ricostruzioni di carattere non solo di ricerca. Molti, poi, sono gli utenti, si pensi alle necessità notarili, che trovano in questa sede mappe e progetti riguardanti proprietà pubbliche e private. Ma dal 1963 furono trasferiti anche alcuni fondi precedenti l'istituzione della Provincia di Matera. Si pensi, in particolare, alle carte della corte ducale di Montepeloso, gli atti dei giudicati regi di epoca napoleonica e borbonica, gli atti notarili del distretto di Matera dal 1376 al 1878), ai catasti provvisori dei comuni del materano, allo stato civile dal 1809 al 1865, alle carte delle corporazioni religiose.

L'elenco è ancora molto lungo. Si può aggiungere che la sala di studio, non ampia, ma molto luminosa, dispone di sedici postazioni di consultazione e di un punto elettrico per personal computer portatile. Previa autorizzazione, è possibile fotografare i documenti con mezzi propri, anche digitali secondo le tariffe affisse nella sala di studio. Tutto questo prezioso materiale, radici certe della comunità dei materani, non può correre il rischio di essere trasferito chissà dove, lontano dalla città che in questo modo verrebbe espropriata di una fetta cospicua della sua storia.

p.d.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie